Di Maio replica a Salvini: "Si è tolto la felpa e difende la casta"

Luigi Di Maio

I due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini sono di nuovo ai ferri corti, come accade puntualmente ogni due o tre settimane da diversi mesi a questa parte. Stavolta, però, le rassicurazioni sulla tenuta del governo gialloverde non sono ancora arrivate e con le elezioni europee alle porte potrebbero anche non arrivare mai.

Il leader del Movimento 5 Stelle aveva chiamato in causa stamattina il Ministro dell'Interno, lamentando di non riuscire a coinvolgerlo in un vertice di governo per discutere delle nuove misure a cui lavorare. Salvini, impegnato in un comizio elettorale dopo l'altro in tutta Italia, ha replicato dal palco di Verona, facendo notare ai propri seguaci una vicinanza sospetta tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico.

Alle parole di Salvini ha fatto seguito la pronta replica del leader di M5S, che ha ammesso di non riconoscere più Matteo Salvini:

I primi sei mesi di governo Salvini si presentava come una persona interessata ai problemi della gente, ora non lo riconosco più. È come se si fosse tolto la felpa e avesse messo l’abito buono della vecchia politica. Nel caso Siri si è schierato a difesa della casta.

Luigi Di Maio: "L'ultradestra è un pericolo. La Lega torni a posizioni moderate"

Il vicepremier Luigi Di Maio ha lanciato ieri un appello alla Lega, alleata del Movimento 5 Stelle al governo, con un lungo post pubblicato su Facebook e oggi, in una intervista rilasciata a Repubblica, è voluto tornare sull'argomento per invitare Matteo Salvini e il suo partito a "smetterla con fucili, armi e carri armati".

Solo pochi mesi fa il leader di M5S difendeva a spada tratta i toni sopra le righe del collega vicepremier e negava tra le altre cose l'esistenza di un'emergenza razzismo in Italia, fomentata almeno in parte dalla presenza al governo della Lega e dalla continua propaganda di Matteo Salvini. Ora, con le elezioni europee alle porte, Di Maio sembra aver deciso di alzare i toni, sottolineando come il modus operandi della Lega sia estremamente dannoso per la società.

Basta soffiare sul fuoco, l'ultradestra è un pericolo. Sono una persona moderata: quando l'asticella si sposta troppo come accadde a Verona, dove c'era gente che andava dicendo che la donna deve stare a casa a pulire, o quando vedo sui social il ministro dell'Interno che imbraccia un fucile, allora dico la mia.

Di Maio dice chiaramente quello che in tanti sostengono da mesi e che in casa M5S hanno voluto ignorare: "L'unica paura che ho è che l'esasperazione di certi toni possa aumentare il livello di tensione sociale". La tensione sociale è senza dubbio aumentata da quando il governo gialloverde è al potere e finalmente il Movimento 5 Stelle, anche solo per campagna elettorale, ha chiamato in causa i responsabili.

Di Maio spiega al giornalista che non si tratta di una strategia, ma la situazione sembra sempre più tesa in Italia e richiamare la Lega a "posizioni più moderate" è una scelta di responsabilità.

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