Voto di scambio è legge, Di Maio: "Era un dovere" poi avverte l'alleato: "In Cdm né autonomia né flat tax"

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L’aula del Senato ha licenziato definitivamente il Ddl targato M5s sul voto di scambio politico-mafioso. I voti a favore del provvedimento, che diventa legge, sono stati 157, 81 i no e 2 gli astenuti. A votare contro Partito Democratico e Forza Italia.

La legge modifica l'articolo 416-ter del Codice penale prevedendo un massimo di 15 anni di reclusione e stabilisce anche pene aumentate se chi è giudicato colpevole del reato viene eletto.

"La nostra riforma del voto di scambio politico-mafioso adesso è legge! Rafforzare questa norma era un dovere anche nei confronti di chi ha dato la vita per impedire ogni patto tra politica e criminalità organizzata. #ViaLaMafiaDallaPolitica" scrive su Twitter Luigi Di Maio corredando il post con una immagine di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Il Movimento 5 Stelle non fa in tempo a portare a casa uno dei suoi provvedimenti bandiera che il leader e vicepremier avverte l’alleato di governo: "Non mi risulta che al Cdm arriverà l'autonomia e la flat tax. Questa sarebbe una notizia. Noi non aspettiamo altro che leggerli questi testi perché quello sulla flat tax non esiste" dice Di Maio pure ammettendo di voler "fare la flat tax per il ceto medio"

E sulle continue liti nel governo interviene anche il sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti che dice basta o andare avanti sarà insostenibile: "Sono quattro mesi di campagna elettorale, lo stato di litigiosità è evidente a tutti. Se prosegue dopo il 26 maggio è insostenibile".

Giorgetti, a Porta a Porta, si dice però sicuro che "dopo ci sarà un altro indirizzo per la convivenza e un altro metodo di lavoro... Certo, è difficile e complicato, alla fine uno è esausto".

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