Salvini alla Camera: "Non mi occupo di striscioni". Martina: "Superficialità disarmante"

Il Pd ha chiesto delucidazioni sulla rimozione dello striscione "Non sei il benvenuto" a Brembate.

Salvini e Martina su rimozione striscioni

Nel corso della seduta odierna della Camera dei Deputati sono state poste delle domande al Ministro dell'Interno Matteo Salvini, una, in particolare, riguardava la rimozione dello striscione "Non sei il benvenuto" esposto a Brembate durante un suo comizio. La deputata del PD Elena Carnevali ha chiesto:

"Ministro, onorevoli colleghi, alcuni fatti. Il 7 maggio viene sequestrato il cellulare di una ragazza per un selfie impertinente e al poliziotto viene aperto un procedimento disciplinare. Il 13 maggio a Settimo Milanese lei, Ministro, se la prende durante un comizio prima con un insegnante, poi pubblicamente con la sicurezza sfuggendole anche epiteti sgradevoli. Il 13 maggio, nove del mattino, a Brembate, un piccolo paese della mia provincia, viene dato ordine dalla questura ai vigili del fuoco di togliere un lenzuolo con la scritta 'Non sei il benvenuto': nulla a che vedere con i fatti precedenti, un'espressione pacifica di dissenso democratico che qualcuno ha voluto esporre. Non c'erano emergenze, non c'era calamità, quindi perché? Anche i sindacati le hanno chiesto che di abbassare i toni, che il limite è stato superato. Resta il fatto che le istituzioni non sono sue; resta il fatto che le forze dello Stato sono un presidio delle istituzioni e che le forze della polizia non possono essere relegate a funzioni di ordine di servizio durante i comizi elettorali, la sua attività prevalente"

Salvini, interrotto spesso dai deputati (con applausi dal suo gruppo e altri tipi di interventi dagli oppositori), ha risposto:

"Ringrazio per l'interrogazione. Mi occupo di diminuire i reati in questo Paese, che infatti sono calati del 15 per cento nei primi mesi di quest'anno. E comunico che ovviamente non mi occupo di rimozione degli striscioni tanto che, ieri notte, una volante della polizia di Stato, a Bergamo città, ha rimosso, senza che io lo sapessi, uno striscione contro il sindaco del Partito Democratico, Giorgio Gori. Con tutto il rispetto per tutte le infrazioni al codice civile e al codice penale preferisco occuparmi di arresti di mafiosi e spacciatori che non di rimozione di striscioni. Detto questo, ho piena e totale fiducia nell'attività delle questure, delle prefetture che a Brembate, come Settimo, come in ogni altra località garantiscono il pacifico svolgimento di qualsiasi iniziativa di carattere pubblico. Anzi, per quello che mi riguarda, più sono colorati e più sono simpatici, più divertenti sono gli striscioni sono disposto a offrire un bel caffè a chi fa lo striscione più ironico. Non tollero minacce di morte, insulti o inviti alla violenza. Quelle non sono libere espressioni: se per voi è normale che qualcuno scriva 'Salvini muori', 'Salvini crepa', 'Sparate a Salvini', 'Salvini mafioso'. Ringrazio le forze dell'ordine che stanotte hanno arrestato 17 spacciatori e hanno sequestrato 280 chili di droga: questa è la sicurezza del Paese. Vi lascio al dibattito sugli striscioni: evviva la libertà di espressione, evviva i colori e i fischietti, evviva gli striscioni"

Subito dopo è intervenuto Maurizio Martina, sempre del PD, che ha replicato:

"Ministro, ovviamente noi non possiamo essere soddisfatti di quello che lei ha detto qui adesso: quello che ci importa è portare anche in quest'Aula la preoccupazione per il clima che c'è nel Paese e che lei fa finta di non vedere. Quello che ci preoccupa è il clima che viene sottolineato anche da tanti operatori delle forze di polizia che tanto lei osanna quando in giro da più parti, a più riprese segnalano l'allarme di un clima di tensione che lei per primo dovrebbe caricarsi sulle spalle proprio per la funzione istituzionale che ha. Invece no: ancora adesso ci ha offerto la plastica rappresentazione di una superficialità disarmante rispetto all'incarico delicato che ha. Lei dovrebbe rendersi conto prima di altri che fare il Ministro dell'Interno e il segretario di partito in questo modo non aiuta il Paese: non è un problema delle opposizioni, è un problema dell'intero Paese, del Governo della Repubblica italiana in un contesto come questo"

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