La Sea Watch staziona al limite delle acque italiane

Da 3 giorni a bordo della nave ci sono 65 persone. Tra gli altri ci sono 2 neonati, 5 bambini di pochi anni, altri 10 minori ed un disabile

Si profila l'ennesimo braccio di ferro tra il Viminale e una Ong. La nave Sea Watch 3, già respinta da Malta, in questo momento staziona al limite delle acque italiane in attesa di conoscere il porto dove poter sbarcare. La nave della Ong tedesca mercoledì scorso ha soccorso in acque Sar libiche 65 persone ed ha subito ricevuto una diffida dal Viminale, che le ha intimato di non avvicinarsi alle acque italiane.

Ad attenderla al limite delle acque territoriali, a sud di Lampedusa, ha trovato due motovedette di Guardia di finanza e Capitaneria di porto che le hanno sbarrato la strada, ribadendo la diffida ad entrare nelle acque italiane. È bene ricordare che la nave è stata anche allontanata dalla zona Sar libica dalle motovedette inviate da Tripoli, che l'hanno costretta a dirigersi verso nord.

A bordo della nave, tra gli altri, ci sono 2 neonati, cinque bambini molto piccoli, altri 10 minori ed un disabile. Molti presentano ustioni provocate dal carburante dell'imbarcazione sulla quale stavano viaggiando prima di trovare soccorso. Al coperto c'è spazio solo per donne e bambini, mentre tutti gli altri naufraghi si trovano all'aperto, sul ponte della nave.

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