Salvini contestato a Salerno: "Lega una vergogna". Procura apre inchiesta su uno striscione

striscione lega vergogna inchiesta a salerno

Turbativa elettorale. Con questa ipotesi di reato è stata aperta a Salerno un'inchiesta per lo striscione contro la Lega di Matteo Salvini esposto su un balcone del capoluogo campano il 7 maggio, in occasione di una tappa elettorale del vicepremier e ministro dell’Interno.

L’apertura dell’inchiesta è un atto dovuto, spiegano i magistrati, dopo la denuncia sporta dalla Digos. Salvini non si può contestare? Oggi a fare questa domanda è stato il segretario del Pd Nicola Zingaretti in merito al caso della prof di Palermo sospesa dall’incarico per non aver "vigilato" su un lavoro scolastico dei suoi studenti che hanno accostato alcuni passaggi del decreto sicurezza alle leggi razziali d’epoca mussoliniana.

Tornando al caso di Salerno, la polizia ha messo sotto indagine due giovani che avrebbero chiesto alla proprietaria dell'abitazione di poter esporre lo striscione con su scritto "Questa Lega è una vergogna" di fronte a piazza Portanova, dove Salvini era impegnato in un comizio. Accertamenti sarebbero in corso anche su altre dodici persone che hanno preso parte alla contro manifestazione di piazza.

Lo striscione incriminato era stato rimosso dopo l’intervento della Digos. Qualche giorno dopo un caso analogo a Bergamo: uno striscione contro Salvini era stato fatto rimuovere ai vigili del fuoco, con il sindaco che aveva chiesto: "Chi ha dato l’ordine?".

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO