M5S e Lega: da decreti sicurezza e famiglia dipende futuro del governo. Palazzo Chigi: "I ministri tengano i toni giusti"

"Conte fuori dalla dialettica elettorale, lui coordina".

Famiglia, sicurezza, toni. Tre parole chiave per il momento che sta vivendo il governo Conte. Cominciamo dalla prima: il MoVimento 5 Stelle sostiene che il futuro del governo dipenda dal decreto legge sulla famiglia. Infatti Luigi Di Maio ha scritto:

"Posso passare sopra a tutto. Davvero sopra a tutto. Ci si può piccare per qualcosa e si può discutere. Possiamo essere in disaccordo su alcuni punti e si trova un punto di equilibrio. Funziona così quando si governa in due. Questo vale per l'Autonomia. Ci sediamo e ragioniamo. Vale per il salario minimo, che noi vogliamo fissare ad almeno 9 euro lordi l'ora. Ci sediamo e ragioniamo. C'e' una cosa però su cui non transigo. Una su cui non voglio discutere. Sono gli aiuti alle famiglie! Io lo dico forte e chiaro: sulle famiglie si regge il futuro di questo governo. Mi prendo anche gli attacchi e gli insulti senza piagnucolare come fa qualcun altro, ma se qualcuno blocca un provvedimento che punta a stanziare un primo miliardo per le famiglie solo per il gusto di aggredire il MoVimento 5 Stelle no, non ci sto!. L'importante è fare le cose, non sabotarle!"

Risponde a tono il ministro della Famiglia e la Disabilità, il leghista Lorenzo Fontana:

"Leggo dal documento della ragioneria dello Stato che il decreto che ha presentato Di Maio, e sul quale ha scatenato forti accuse nei miei confronti e nei confronti della Lega, non avrebbe le coperture. Mi spiace notare che da diverso tempo, in particolar modo oggi, il vicepremier Di Maio dica menzogne nei miei riguardi e nei confronti dei miei collaboratori"

E la Lega pone l'accento su un altro tema, che dovrà essere affrontato molto presto: quello del decreto sicurezza bis. Infatti il Viminale fa sapere che è pronto e che deve essere già nell'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri di lunedì prossimo, mentre quello sulla famiglia, ha già fatto sapere Palazzo Chigi, sarà discusso solo dopo le elezioni europee del 26 maggio. Dal Ministero dell'Interno fanno sapere che "i tecnici hanno limato gli ultimi aspetti, il testo è solido, ragionevole e necessario".

Ma in questo continuo litigare tra Lega e M5S interviene il Premier Conte, o meglio, il suo entourage, che ha fatto sapere:

"Il Presidente del Consiglio Conte non partecipa alla competizione elettorale e non si lascia certo coinvolgere nella dialettica che la sta caratterizzando. Piuttosto invita tutti i ministri a mantenere toni adatti a chi rappresenta le istituzioni. Il Presidente del Consiglio non dà e non ha mai dato ordini. Come previsto dall'art. 95 della Carta dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Coordina l'attività di tutti i ministri, nessuno escluso"

Governo in crisi

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