Milano: la giornata dei pro e degli 'anti' Salvini

Le strade di Milano oggi sono state il teatro del momento divisivo che sta vivendo il Paese. Da una parte Salvini e i sovranisti europei e dall'altra gli anti-salviniani, che hanno fatto tutto il possibile per tentare di disturbare la giornata organizzata per celebrare la campagna elettorale della Lega. Il popolo dei sovranisti ha sfilato da Porta Venezia fino in Piazza Duomo, dove il Ministro ha tenuto il comizio conclusivo della manifestazione. Difficile quantificarli con esattezza, ma una cosa è sicura: la piazza non era piena. Dato che, è sempre bene sottolinearlo, non è comunque in grado di influenzare i risultati delle urne.

All'inizio del suo discorso, il pensiero di Salvini è andato subito ai suoi detrattori e contestatori, fermati al limite della piazza dalle forze dell'ordine: "in questa piazza non ci sono fascisti, razzisti, fascisti. La differenza è tra chi guarda e parla di futuro e chi invece parla di passato perché non ha un'idea di futuro. Qua non c'è l'ultradestra, ma il buonsenso". Durante il suo discorso ha citato cardinali, scrittori, magistrati ed anche 3 papi, compreso Papa Francesco che proprio oggi ha fatto il suo ennesimo appello per i migranti: "oggi ha detto 'meno morti nel Mediterraneo'. Io dico che la politica di questo governo sta azzerando i morti nel Mediterraneo con orgoglio e carità cristiana".

Il riferimento al Papa è stato accolto dai fischi della piazza, ma questo non ha scoraggiato Salvini quando ha rispolverato l'esibizione del rosario dicendo di volersi affidare "al cuore immacolato di Maria che ci porterà alla vittoria" e poi anche "ai patroni di questa Europa: San Benedetto da Norcia, Santa Brigida di Svezia, Santa Caterina da Siena, ai Santi Cirillo e Metodio, a Santa Teresa Benedetta della Croce. Affidiamo a loro il futuro, la pace e la prosperità dei nostri popoli".

Secondo Salvini non è lui a rappresentare gli estremisti ma "quelli che hanno governato l'Europa per venti anni", un'Europa tradita "dalle élite e dai poteri forti che hanno occupato l'Europa in nome della finanza, del dio denaro e dell'immigrazione senza controllo"

"Se serve per voi, per l'Italia, per i miei figli, io do la vita. Non mi fermo davanti a niente e nessuno: è un impegno d'onore. Qualcuno mi dice: rallenta. Ma più mi dicono rallenta, più vado avanti per il mio Paese col sorriso e la convinzione di essere nel giusto".

Le elezioni europee per Salvini sono uno spartiacque: "Se fate di noi il primo partito in Europa la politica sui migranti la portiamo in tutta Europa e non entra più nessuno senza permesso. Il tempio della democrazia è il Parlamento europeo e lì potremo essere maggioranza lasciando finalmente a casa la sinistra dopo anni di disastri". Lui è un po' contro tutti, così da non far scontento nessuno: "le élite contro i popoli, i comitati d'affari contro i lavoratori, i banchieri e i risparmiatori, i pochi che guadagnano tanto e i tanti che stanno perdendo tutto. Siamo Davide contro Golia ma a volte i piccoli se sono determinati, sconfiggono i poteri forti anche se sono pieni di soldi e arroganza. Stiamo facendo la rivoluzione dei piccoli. Il 26 maggio andiamo a riprenderci l'Europa e la cambiamo da cima a fondo".

La manifestazione anti-sovranista

L'altra faccia di Milano è quella della contro-manifestazione e delle decine di lenzuola appese ai balconi, compresa quella che un panciuto Zorro ha srotolato dalla finestra di un albergo in Piazza Duomo; uno striscione di circa 5 metri con la scritta "Restiamo umani - Stay human", poi rimosso dalla digos.

Una piccola parte del corteo degli oppositori si è spinto fino ai limiti di Piazza Duomo, da dove ha rumoreggiato con urla e cori per cercare di coprire la voce di Salvini. Non sono mancati i momenti di tensione; diverse ragazze si sono viste strappare i loro cartelloni ("Anche noi siamo stati migranti", "Milano città aperta" etc) dai fan del Ministro, ritiratisi poi quando è arrivata la polizia a riportare ordine.

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