Onu, lettera al Governo: "Il Decreto Sicurezza bis viola i diritti umani"

L'Alto Commissariato per i Diritti umani delle Nazioni Unite ha scritto una lettera al Ministro Moavero

"Ci sono fondate ragioni per ritenere che le direttive del governo italiano" su migranti e Ong costituiscano una grave violazione "delle convenzioni internazionali". Con una lettera di 11 pagine, firmata da Beatriz Balbin dell'Alto Commissariato per i Diritti umani, l'Onu ha chiesto all'Italia di ritirare le direttive del Ministero dell'Interno sui salvataggi in mare e di non approvare il decreto sicurezza bis proposto da Salvini, con il quale si vorrebbero introdurre le multe alle Ong.

Sia le direttive che il decreto "mettono a rischio i diritti umani dei migranti, inclusi i richiedenti asilo, fomentano il clima di ostilità e xenofobia e violano le convenzioni internazionali".

La lettera risale al 15 maggio scorso ed è indirizzata al Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. Le direttive del Viminale per ostacolare le attività delle Ong e della Mare Jonio, preoccupano moltissimo le Nazione Unite: "La direttiva di marzo è una seria minaccia ai diritti dei migranti, inclusi i richiedenti asilo e le persone vittime di tortura, sequestri, detenzioni illegali. Ci sono ragionevoli elementi per ritenere che sia stata emanata per colpire direttamente la Mare Jonio, vietandole l'accesso alle acque e ai porti italiani. Nella direttiva del 15 aprile la si accusa esplicitamente di favorire l'immigrazione clandestina. Siamo profondamente preoccupati per queste direttive, che non sono basate su alcuna sentenza della competente autorità giuridica".

Queste direttive rappresentano una chiara violazione del principio di non-refoulement sancito dalla Convenzione di Ginevra, in base al quale non si possono respingere i rifugiati. Un principio che la CEDU ha ampliato, stabilendo il divieto di respingimento o rimpatrio anche delle persone alle quali non è stato ancora riconosciuto lo status se queste provengono da Paesi dove non vengono rispettati i diritti umani: "È stato ampiamente documentato in diversi report dell'Onu che i migranti in Libia sono soggetti ad abusi, torture, omicidi e stupri quindi la Libia non può essere considerata un 'porto sicuro' per lo sbarco", scrive la Balbin.

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