Decreto sicurezza, Salvini all'ONU: "Si occupi dell'emergenza in Venezuela"

Matteo Salvini a Milano

Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini non ha digerito bene la lettera dell'ONU sulle violazioni dei diritti umani dei migranti che sarebbero contenute nel decreto sicurezza bis proposto proprio dal leader della Lega. Salvini si è preso qualche ora di tempo per replicare in modo ufficiale e la risposta non si allontana troppo da quel "e allora le foibe?" o "e allora il PD?" che chi è più orientato a destra utilizza spesso per replicare a chi ha chiaramente ragione.

Il Viminale non ha sottovalutato la lettera dell'Alto Commissariato per i Diritti Umani dell'Onu, soprattutto alla luce della competenza e dell'autorevolezza delle Nazioni Unite in materia. Autorevolezza testimoniata da alcuni Paesi membri dell'Onu come Turchia e Corea del Nord.

Il tono di beffa è evidente, ma la risposta non si ferma lì. Il Viminale, infatti, respinge al mittente le accuse mosse e si augura che "l'autorevole Onu dedichi le energie all'emergenza umanitaria in Venezuela, anziché fare campagna elettorale in Italia".

Salvini continua a fare campagna elettorale e accusa l'ONU di fare altrettanto, prova a minarne l'autorevolezza sottolineando come tra i suoi membri ci siano Paesi generalmente poco inclini a rispettare i diritti civili dei suoi cittadini e sottolinea che nel Mondo ci sono problemi più seri di cui occuparsi, come se criticare la svolta dell'Italia escluda l'interessamento dell'ONU alla crisi in Venezuela.

Il responso, quindi, è chiaro: il decreto sicurezza bis, spiegano dal Viminale, "è "necessario, urgente e tecnicamente ineccepibile".

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