Catania, maestra sospesa. Una madre: "Picchia mio figlio e plagia gli alunni"

Il fatto è stato denunciato da una candidata del PD alle elezioni europee.

Maestra sospesa Catania

Un nuovo caso di maestra sospesa per presunta attività politica in classe è scoppiato in Sicilia. Dopo quello della professoressa di Palermo, ecco un altro che riguarda una maestra delle scuole elementari della provincia di Catania. A raccontare la storia è però una candidata del PD alle elezioni europee, Mila Spicola, che l'ha descritta così:

"Mi ha contattata una collega di Catania per raccontarmi cosa le è successo. È stata sospesa per due giorni dalla sua dirigente scolastica perché ha letto in classe un brano de 'Il Diario di Anna Frank'[...] Ho raccolto il suo sfogo con le lacrime agli occhi, rimanendo senza parole. In mezzo ad altre confuse e non provate motivazioni alla sospensione che partono da un diverbio con un genitore, ovvero dalla quotidianità di noi docenti, nel provvedimento si legge, scritto nero su bianco, di 'plagio dei bambini perché si sono affrontate tematiche politiche'. Plagio, il Diario di Anna Frank"

Tuttavia non a tutte le fonti risulta che sia andata propriamente così. Infatti l'Ansa riporta le dichiarazioni della madre di un bambino, alunno della maestra in questione:

"Picchia mio figlio, lo obbliga a stare in piedi e gli ha fatto saltare la merenda e tratta tematiche politiche in classe con nozioni 'comuniste'"

La maestra è stata sospesa per due giorni, il 27 e 28 marzo, ma il suo avvocato la difende dicendo che "non ha mai fatto politica, ha solo letto il Diario dei Anna Frank in classe", cosa che peraltro avviene da decenni in moltissime scuole italiane.

Tutto sarebbe partito dalla segnalazione di una madre dopo che suo figlio è tornato a casa dicendo di voler cambiare scuola perché "odia la maestra". La docente gli avrebbe dato uno scappellotto e lo avrebbe costretto a stare in piedi su una sedia, saltando la merenda, mentre gli altri compagni la facevano regolarmente. La madre avrebbe anche portato come prova degli screenshot di uno scambio di messaggi avuto su WhatsApp con la maestra.

La dirigente della scuola che ha sospeso la maestra ha scritto nel provvedimento disciplinare che sull'accusa di plagio politico, figlia di una dichiarazione non verificabile, "non ci possono essere né censure né correzioni" e non viene mai citata la lettura del Diario di Anna Frank in classe, ma sostiene che il provvedimento sia stato preso solo per punire il comportamento della maestra nei confronti dell'alunno, quindi per il presunto schiaffo che, secondo quanto riportato da Repubblica, non sarebbe stato confermato né dai compagni di classe del bambino, né dagli altri insegnanti.

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