Renzi: "L'Italia non conta più una cippa. Conte? Un disastro, indegno di rappresentare il Paese"

renzi con calenda a Milano, Conte un disastro

Matteo Renzi da Milano va all’attacco del governo e chiarisce che il Pd non si alleerà mai con i 5 Stelle, come previsto e auspicato da alcuni osservatori. Ospite ieri sera dell’incontro elettorale organizzato dall’ex ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, capolista al Nord-est alle Europee, Renzi spiega: “Non vogliamo un accordo con i Cinquestelle, è ridicolo”.

Cosa succederà dopo il voto di domenica prossima, il governo imploderà? “Non succederà nulla, quelli hanno la seggiola incollata, hanno litigato fino a oggi poi faranno finta di nulla come a Beautiful. Infine arriverà la legge di bilancio e allora sarà il nostro momento”.

Secondo l’ex premier: “Nell’ultima settimana che abbiamo di fronte prima delle europee, dico che c’è bisogno dell’aiuto di tutti, io ci sono senza bisogno di avere un ruolo di leadership. Questa battaglia che dobbiamo fare, insieme la faremo”.

Renzi ha duramente attaccato i due azionisti di maggioranza Luigi Di Maio e Matteo Salvini ma anche il premier Giuseppe Conte: “Il disastro economico ha un responsabile che ha il nome del successore di Calenda: Luigi Di Maio, alias l’incompetente. Lo statista di Pomigliano”.

Poi l’affondo contro l’altro vicepremier: "Abbiamo un ministro che in piazza Duomo si permette di tirare fuori un rosario e affidare al cuore immacolato di Maria la campagna elettorale. Ma sinceramente non me la vedo Maria a dare la preferenza alla Lega. Com’è possibile giurare sul Vangelo e non aprirlo”.

Secondo Renzi: “L’Italia non conta più una cippa. Giuseppe Conte è un disastro, con la connivenza di certa stampa, non capisce che sta svilendo il ruolo di premier della terza economia europea. Non è degno di rappresentare il Paese e non perché non è stato eletto ma perché non sa di cosa sta parlando. Il presidente del Consiglio riduce la politica italiana a un selfie da far rilanciare a Rocco Casalino”.

Ma cosa si aspettano i dem da queste elezioni europee: “A me il 20 per cento non basta neanche per iniziare questa partita. Noi dobbiamo rappresentare la maggioranza degli italiani. Dobbiamo tornare a farlo” ha detto Calenda.

Il cui “obiettivo de minimis è battere il Movimento 5 Stelle. Mi riterrò davvero soddisfatto quando manderemo a casa il governo e batteremo la Lega. Non un minuto prima. Basta con questa vulgata che la Lega è al 30 per cento. A casa mia la Lega è al 17 per cento, io le partite a tavolino non le ho mai date vinte” ha aggiunto il capolista Pd.

Per Calenda il voto di domenica prossima è essenziale anche perché “L’Italia finisce di essere un grande paese europeo se Salvini prende molti voti”.

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