Tria: "Bonus 80 euro di Renzi sarà tolto. Pil crescerà in seconda parte 2019"

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Il Pil crescerà in modo più marcato nella seconda parte del 2019. È la previsione del ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria, intervenuto questa mattina ad Agorà su Rai Tre.

"Mi aspetto una crescita maggiore nella seconda parte dell'anno e soprattutto il prossimo" ha detto Tria, chiarendo che l’andamento del Pil: "Dipende anche da quanto riusciamo a creare fiducia negli investitori e fiducia nei risparmiatori, che così possono utilizzare più reddito per i consumi. Per questo non bisogna creare allarmi per il futuro".

Il ministro ricorda che: "La stabilità politica è fattore importante per la crescita, come sono importanti la stabilità sociale e la stabilità finanziaria".

Tria poi rivela che vuole togliere il bonus di 80 euro introdotto da Renzi per circa 10 milioni di lavoratori dipendenti: "Nell'ambito della riforma fiscale gli 80 euro saranno riassorbiti" perché "l'introduzione degli 80 euro da parte del governo Renzi fu una decisione sbagliata, anche tecnicamente fu un provvedimento fatto male e anche il precedente governo cercava di cambiarlo".

Sullo sforamento del rapporto deficit/pil - ipotizzato qualche giorno fa da Salvini, con conseguente impennata dello spread - Tria ha detto che: "La decisione non è autonoma dai mercati... Il deficit non è una decisione autonoma dai mercati, perché significa prendere denaro a prestito e il problema è che il deficit significa che qualcuno sia disponibile a prestarci del denaro a quel tasso di interesse. Inutile pensare di fare un deficit per 2-3 miliardi in più quando poi per fare questo dobbiamo fare interessi aggiuntivi per 2-3 miliardi. Salvini lo sa bene e non devo spiegare nulla a nessuno. C'è una campagna elettorale in atto".

Sul fronte fiscale poi secondo Tria sarebbe meglio avere più Iva, più imposte dirette, e meno Irpef: "È una mia posizione scientifica ed è un'opinione che riguarda la composizione del prelievo: non ha nulla a che vedere con l'ammontare delle tasse. La risoluzione da una parte chiede di evitare l'aumento dell'Iva dall'altro di mantenere gli obiettivi specificati nel Def. Nella legge di bilancio si dovrà vedere come trovare coperture alternative all'Iva per finanziare tutti i nostri programmi. Questo ha deciso il Parlamento e questo il governo e a questo il mio ministero sta lavorando. Tutto il resto sono chiacchiere".

E la flat tax? Si potrà fare, a patto di tagliare le spese nel quadro di una "politica economica coerente" ha precisato il ministro.

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