Zingaretti: "Il governo politicamente non c'è più. M5S trasformista. PD è cambiato, prima era il Vietnam"

Il segretario del PD vuole lavorare al "Piano per l'Italia" con i suoi alleati.

Zingaretti su M5S trasformista e Pd come Vietnam

Nicola Zingaretti si è sobbarcato quasi interamente sulle sue spalle la campagna elettorale per il PD in vista delle elezioni europee di domenica prossima, ma nelle interviste, più che dei piani per l'Europa, si ritrova nella stragrande maggioranza dei casi a dover rispondere su domande relative alla situazione interna dell'Italia e ai problemi del governo Lega-M5S. Al Corriere della Sera il segretario del PD Ha detto:

"Il governo politicamente non c’è più, e il costo per gli italiani già oggi è immenso e lo diventerà ancora di più nei prossimi mesi. Come ha detto il ministro Tria, ora dovranno correre ai ripari per colmare i buchi di bilancio che hanno creato: che significa aumentare l’Iva o una stagione di gravissimi tagli sui servizi. Intanto Salvini e Di Maio non riescono più a decidere su nulla, come ha ammesso lo stesso sottosegretario Giorgetti. Se togliamo le provocazioni e i finti litigi quotidiani, quello che resta è solo un indecente patto di potere per mantenere le loro poltrone e salvaguardare i loro partiti. Se durerà dipende proprio dal voto, per questo è importante andare a votare e lanciare un segnale"

E in particolare sul M5S ha aggiunto:

"Nell’elettorato dei 5 Stelle convivono pulsioni e identità diverse. La parola adatta per definire l’attuale gruppo dirigente di 5 Stelle non è certo 'sinistra ma 'trasformista'. Vanno dai gilet gialli che bruciano le auto ma si definiscono moderati. Hanno criticato Salvini perché alleato dei neonazisti ma gli fanno fare il ministro degli Interni. Si dicono ambientalisti ma votano i condoni. Si dicono in disaccordo su tutto ma poi si dicono garanti di altri quattro anni di governo. Credo che per l’Italia più che un annuncio sia una minaccia. Perché, ripeto, questo significa assenza di una visione e quindi un costo per il Paese"

Ha ribadito che non si alleerà con i pentastellati e che, invece, sta lavorando a un Piano per l'Italia con nuovi alleati come i Verdi e +Europa, che tuttavia alle europee si presentano separatamente dal PD. E per quanto riguarda un eventuale candidato Premier ha detto che sarà scelta la persona migliore in base a un programma di governo nuovo che sarà scritto "con le forze migliori del Paese". Inoltre ha sottolineato che il PD è profondamente cambiato in questi mesi, perché prima era un "Vietnam" a causa dei frequenti litigi, mentre "ora quelli che litigano sono gli altri".

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