Radio Radicale: presentati i ricorsi. L'appello di Giachetti a Ruocco e Borghi

Entro le ore 19 si saprà se i ricorsi saranno accolti e la discussione potrà arrivare il Parlamento.

Roberto Giachetti in sciopero per Radio Radicale

È un giorno decisivo oggi per Radio Radicale, l'emittente che rischia la chiusura per la mancata proroga della convenzione con il Ministero dello Sviluppo Economico che è scaduta proprio oggi. In Commissione Bilancio stamane sono state bocciate tutte le proposte di proroga presentate in maniera trasversale dai partiti, dalla Lega al PD e proprio queste due forze politiche hanno già presentato i ricorsi sui quali le commissioni Bilancio e Finanza si esprimeranno entro le ore 19.

Alle 14:30 si è tenuta una conferenza stampa alla quale, oltre al direttore Alessio Falconio, ha partecipato in collegamento dall'ospedale in cui è ricoverato da ieri Roberto Giachetti, deputato del PD che da cinque giorni sta facendo uno sciopero della fame e della sete. Sono tanti i deputati e anche esponenti politici locali che stanno aderendo allo sciopero, chi da 60 ore, chi a staffetta con i compagni di partito.

Giachetti in conferenza stampa ha esordito dicendo:

"Le condizioni di Giachetti non sono preoccupanti come quelle di Radio Radicale, anche se sono quelle di una persona che non mangia e beve da cinque giorni. La mia è una iniziativa che punta a una grande fiducia e speranza da parte di tutti coloro che possono prendere decisioni per fare in modo che Radio Radicale possa essere salvata. Io speravo che stamattina ci fosse una decisione diversa, ma c'è ancora una piccola fiamma accesa, quella dei ricorsi: la decisione che si prende oggi è una pre-condizione affinché la prossima settimana possa esserci un dibattito parlamentare e poi la decisione definitiva che garantisca la proroga. È necessario che la radio non venga spenta domani, poi si può procedere con la decisione sul futuro. Adesso è tutto in mano ai presidenti delle Commissioni Bilancio Carla Ruocco e Finanza Claudio Borghi. C'è l'urgenza di non interrompere il servizio pubblico di Radio Radicale. Il fatto che l'Agcom stabilisca che quello di Radio Radicale è servizio pubblico è già un passo importante"

E proprio a Borghi e Ruocco ha ripetuto più volte il suo appello a valutare la questione con sensibilità e a permettere che arrivi in Aula in modo che ogni parlamentare possa esprimersi sul futuro di Radio Radicale.

Intanto il direttore ha detto che potranno pagare gli stipendi di maggio, ma non quelli di giugno. Poi, anche se i giornalisti lavorassero gratis, ci sono i costi di rete, che non sono derogabili e che non possono essere sostenuti oltre pochissime settimane a partire da adesso. Anche se si stanno valutando delle soluzioni alternative, si ritiene che iniziative come un crowdfunding non sarebbero risolutive e dunque è strettamente necessario ottenere la proroga con il MISE in modo da non spegnere la radio.

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