Europee, Zingaretti: "Andremo oltre il 20%"

Il 40,81% delle elezioni europee del 2014 rappresenta solo un lontano ricordo per il Partito Democratico. Il nuovo segretario, però, è convinto che proprio grazie alle elezioni di domenica prossima il suo partito possa tornare a risalire nel gradimento dopo la netta bocciatura del 4 marzo 2018. Alle ultime politiche il Pd si fermò al 18,76%, un risultato che Zingaretti è convinto di poter migliorare: "Credo che andremo ben oltre il 20%, possiamo recuperare tanto astensionismo. La nostra lista unitaria offre a chi ha paura di questo presente, a questo caos che stiamo vivendo una opportunità".

Zingaretti ha parlato di "lista unitaria" quando, invece, in realtà le cose non stanno così. La Bonino con +Europa è rimasta fuori dal listone unico, così come i Verdi e le varie componenti de "La Sinistra". Per il segretario va comunque premiato il suo tentativo: "Almeno noi ci abbiamo provato a fare una lista unitaria, noi ci siamo messi a disposizione ma poi altri hanno fatto scelte diverse. Non farò polemiche con Emma Bonino e altri. Con +Europa c'è già un rapporto di interlocuzione, La Sinistra non ci pensa proprio a dialogare con noi. Quanto ai Verdi, l'aspetto della sostenibilità ambientale è parte fondamentale del programma del Pd".

Per Zingaretti, il suo partito è quello giusto per cambiare in meglio l'Europa: "Noi vogliamo combattere contro le politiche di un'Europa intergovernativa, che è l'obiettivo dei nazionalisti con cui è alleato Salvini. Ci candidiamo proprio affinché l'Europa faccia un salto in avanti e attui riforme come il reddito europeo di disoccupazione per gli Stati membri con un fondo speciale. Oppure un piano europeo sulle infrastrutture e sulla sostenibilità ambientale. E bisogna finirla con l'Europa dei veti e della frammentazione delle politiche. Bisogna fare progressi importanti nel settore della sicurezza comune, dell'intelligence, degli affari esteri".

Il voto europeo non dovrebbe invece avere ripercussioni sulla situazione italiana perché Zingaretti continua a non credere alla conflittualità sbandierata da Lega e M5S: "La conflittualità di questi giorni tra Lega e M5s è totalmente finta, un bluff, proveranno a stare insieme. Di Maio è il garante del fatto che Salvini farà il ministro dell'Interno per 4 anni. Più che al voto, il futuro del governo è legato ai nodi che dovranno affrontare dal 27 mattina: la crescita, un disastro, e il buco nel bilancio. Salvini e Di Maio sono uniti nel dire che non aumenterà l'Iva. Traduco: si stanno preparando a dare una mazzata su servizi e trasporti. Ai conti pubblici mancano all'appello 32 miliardi, come ha detto il presidente di Confindustria Boccia e nessuno lo ha contraddetto. Ma secondo me sono almeno 40".

Per Zingaretti, un voto per il Pd equivale ad un voto per salvare l'Italia da Lega e M5S: "Bisogna andare a votare questa volta per salvare l'Italia perché se rimangono i gialloverdi al potere si mette male per il Paese e per la nostra democrazia. Bacchette magiche non esistono, ma esistono processi politici. La rigenerazione del campo del centrosinistra sta avvenendo e ci porterà a vincere queste elezioni europee. Non credo che la Lega sfonderà perché hanno l'arroganza del potere e dei soldi, hanno l'odio ma l'odio non crea lavoro. La notte del 26 mi auguro di dire 'ce l'abbiamo fatta' e che questa nostra forza sarà il pilastro per salvare l'Italia".

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