Ecuador, secondo mandato per Correa: "Un passo storico per la rivoluzione"

da flickr, common creative

Rafael Correa, il 46 enne presidente dell'Ecuador parte del riscatto politico dell'America Latina e protagonista di un cambiamento radicale del paese in soli due anni, festeggia da ieri sera la vittoria elettorale che lo ha portato alla conquista di un secondo mandato alla guida del paese andino.

Correa negli ultimi due anni ha ottenuto successi schiaccianti, come l’approvazione di una delle Costituzioni partecipative più avanzate al mondo col 64% dei voti, che sanziona per esempio che nessuna base militare straniera potrà restare sul suolo ecuadoriano.

Un altro progetto già avviato dal giovane presidente è l'impegno per aiutare i cittadini dell'Ecuador emigrati per necessità e mancanza di lavoro, compresi quelli che avessero intenzione di tornare al paese natio (curiosità: nella foto, Correa a Milano, dove è presente una delle più grandi comunità andine fuori dall'Ecuador).

Secondo i primi dati Correa ha ottenuto il 55% contro il 27% dell'ex presidente Lucio Gutierrez, mentre l'imprenditore conservatore Alvaro Noboa è rimasto sotto il 10%. La conta dei voti non è ancora terminata e i risultati potrebbero modificarsi, ma già le opposizioni contestano le cifre diffuse dall'istituto Participacion Ciudadana. Niente di strano, Italia docet. Ma il successo sembra veramente netto.

Non si è fatta attendere la replica di Correa, che alla vigilia del voto aveva definito "mediocri" i suoi avversari: "Non ho alcun rispetto per Gutierrez. Persone come lui giocano con la dignità delle persone, sono traditori e bugiardi. È un giorno di allegria, di futuro. Abbiamo compiuto un passo storico per consolidare la rivoluzione".

Immagine|Flickr

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