Di Maio: "Non escludo che la Lega voglia sfiduciare Conte"

Il vicepremier è tornato ad accusare Giorgetti e la Lega di voler far cadere il Governo

"Se vogliamo parlare di poltrone si è sbagliato Movimento. Alla Lega dico di parlare meno di poltrone e di pensare di più al Paese". Con queste parole pronunciate nel salotto televisivo di 'Porta a Porta', Luigi Di Maio ha escluso l'ipotesi di un rimpasto di Governo dopo il voto delle Europee. Fatta questa premessa, ha però aggiunto: "Non escludo che la Lega stia affrontando queste europee per sfiduciare Conte".

"Sono quattro o cinque giorni che vedo Giorgetti mettere in discussione Conte e il governo. Domenica si vota per le europee, non è una cosa da poco sapere che un partito usa quei voti" per creare una crisi di Governo. Poi ha aggiunto: "Salvini e Giorgetti spieghino bene agli italiani se stanno chiedendo i voti per le europee o per far cadere il governo. Per me il governo deve andare avanti, ma non ci si aspetti flessibilità dal Movimento sul tema della corruzione".

A 'Piazza Pulita' il vicepremier pentastellato ha ribadito il concetto: "Se lunedì vogliono aprire la crisi di governo sono liberi di farlo, ma devono dirlo prima del voto agli italiani".

Sul tavolo del Governo ci sono molti dossier rinviati a dopo le elezioni. Sul discorso dell'autonomia, per esempio, "non c'è neanche la pre-intesa, ci sono una serie di intenzioni e di criticità" ma "è saggio discuterne dopo le europee perché la soluzione si trova".

Poi Di Maio è tornato sullo scontro di giornata con Salvini, che ha riguardato il reato di abuso d'ufficio: "Sentire un ministro che dice 'dobbiamo abolire l'abuso d'ufficio' è un segnale negativo per il Paese. Se il presidente Anac mi dice che dobbiamo modificarlo per renderlo più efficace, per me va bene. Ma se me lo dice il segretario di un partito che ha un presidente di Regione indagato per abuso d'ufficio, penso a una norma ad partitum"

"Il nostro governo si è formato grazie al rapporto tra me, Conte e Salvini. C'è ancora tanto da fare in Italia, diamoci da fare però con ragionevolezza", ha detto ancora Di Maio, che ha confermato l'incomunicabilità che regna in questo momento: "Io ho il dovere di farli ragionare (i leghisti ndr) perché in alcuni casi cominciano a non ragionare più, come sull'autonomia".

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