Belpietro direttore de L'Unità per un giorno, infuria la polemica

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L’Unità va in edicola per un giorno con la direzione di Maurizio Belpietro ed infuria la polemica. Ad insorgere prima di tutto è stato il comitato di redazione, che ha parlato di "gesto gravissimo". In realtà, il quotidiano fondato da Antonio Gramsci non va in edicola da un paio di anni per i noti problemi finanziari, ma per evitare che la testata decada, è obbligato a pubblicare almeno un numero all’anno. "Pur non condividendo nulla di quanto è mai stato scritto su quel giornale, ho accettato perché serve a garantire la libertà di stampa", le motivazioni date da Belpietro, che ha accettato di esserne il direttore per un giorno.

Il comitato di redazione de L’Unità ha diramato una nota nella quale parla senza mezzi termini di "affronto", ovvero di "un insulto alla tradizione politica di questo giornale e della sinistra italiana prima ancora che una violazione delle norme contrattuali". Ovviamente, nel mirino dei redattori ci sono le posizioni di Belpietro, che ha spesso diretto quotidiani con orientamento politico di centrodestra. L’attuale direttore de La Verità è "da sempre apertamente schierato con la parte più conservatrice della politica italiana - si legge ancora nella nota del cdr - e più volte alla guida di giornali di proprietà di Silvio Berlusconi che a L'Unità e ai partiti della sinistra non hanno mai risparmiato insulti e campagne d'odio".

Belpietro: "Non ho scritto una virgola"

La replica di Belpietro non si è fatta attendere il giornalista ribadisce come la sua direzione de L’Unità sia volta solamente a salvare il quotidiano. Di suo non c’è nemmeno una parola nell’edizione in edicola e se l’editore vorrà provare a salvarlo in futuro, di certo non sarà lui il direttore.

"Conosco gli editori de l'Unità che, siccome dovevano far ritornare il giornale in edicola per un giorno per non far decadere la testata, mi hanno chiesto se potevo firmarla - le parole riportate da Tgcom - Il mio è un impegno solo per un giorno. Poi, se vorranno provare a rilanciarla in futuro, lo faranno con qualcun altro. Perché proprio io? Questo bisogna chiederlo all'editore. Forse perché in questi anni mi sono impegnato a rilanciare le testate, anche fondandone una. Le polemiche? Non sono intervenuto su quel giornale. Non ho messo una virgola. Capisco che a qualcuno possa dispiacere la mia direzione, ma le cose le hanno scritte loro. Ho solo dato la possibilità al quotidiano di essere in edicola".

Intanto, secondo fonti vicine all’editore, per il rilancio della testata giornalistica si starebbe pensando a Michele Santoro, che già qualche mese fa aveva dato la sua disponibilità a collaborare.

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