Di Maio: “Nessuno del M5S ha chiesto le mie dimissioni. Con la Lega saremo leali, ma difendiamo la nostra identità”

Il leader del M5S ha tenuto la conferenza stampa al MISE.

Di Maio dichiarazioni dopo elezioni europee 2019

Luigi Di Maio oggi ha convocato una conferenza stampa per commentare i risultati delle elezioni europee di ieri alle ore 14:30 e si è presentato alle 14:50. A differenza di tutti gli altri leader di partito, ha scelto come location non una sede del suo MoVimento 5 Stelle o un comitato elettorale, ma il Ministero dello Sviluppo Economico, uno dei due di cui è titolare. Ha prima fatto le sue considerazioni e poi ha lasciato spazio a poche domande dei giornalisti. Nella sua premessa ha detto:

"Voglio iniziare ringraziando i 4,5 milioni di italiani che hanno votato per il M5S e ringrazio anche chi non ci ha votato perché dal loro comportamento noi impariamo una bella lezione. Sono qui per fare i complimenti alla Lega, al PD, a tutti i partiti che hanno incrementato la loro presenza e a tutti gli europarlamentari italiani. Per noi le elezioni europee sono andate male e da queste elezioni noi apprendiamo una grande lezione, impariamo e non molliamo, perché come forza politica l’ho sempre detto, il M5S sta correndo una maratona, non i 100 metri. È chiaro che la nostra gente si è astenuta, quindi c’è tanto da fare ancora, ci sono tante risposte da dare ed è per questo che per me ci sono promesse da mantenere e da realizzare. Quelle fatte sia a marzo 2018, sia in questa campagna per le europee e che non abbiamo assolutamente accantonato. Ci sono da fare il salario minimo orario, il decreto famiglia, un serio abbassamento delle tasse, che sono al centro delle priorità degli italiani. Io ho sentito il Premier Conte e gli ho chiesto di convocare il prima possibile un vertice di governo. Io ho tante cose da realizzare come ministro e come governo ne abbiamo tante da fare. C’è bisogno di umiltà e di lavoro"

E sulla necessità di cambiare nel MoVimento 5 Stelle ha detto:

"È il momento di pensare a una riorganizzazione del M5S. Mi metterò a lavoro per organizzare degli incontri sul territorio. Dobbiamo rendere il movimento più efficace e difendere la sua identità, una identità a cui non rinunciamo. Io voglio portare avanti le promesse fatte e non rinunceremo mai a dire la nostra quando non saremo d’accordo. Il movimento continuerà a tutelare il contatto di governo che a volte possono essere estreme a volto possono creare privilegi e comportamenti che possono favorire l’illegalità. Porteremo avanti il contratto di governo con il nostro principale alleato che è il contratto stesso"

La prima domanda che è stata posta a Di Maio è stata sulla Tav e autonomie: ora il M5S dirà di sì? Di Maio ha risposto:

"La Tav è un dossier che il Premier sta seguendo da oltre un mese ed è nelle sue mani. Sulle autonomie aspettiamo di vedere come sarà scritto quel documento, non si devono creare scuole o sanità di Serie C, penalizzare alcune regioni. L’unica cosa che a me interessa è mettermi a lavoro per rispettare le promesse fatte agli italiani e tra quelli c’è anche un’autonomia che rispetti la coesione nazionale"

"Da Grillo e Casaleggio a Fico e Di Battista nessuno mi ha chiesto le dimissioni"

A Di Maio è stata posta una domanda sul suo ruolo di capo politico del M5S: si dimetterà? La sua risposta è stata:

"Volevo fare l’assemblea oggi pomeriggio, ma molti parlamentari stanno seguendo le amministrative e non facevano in tempo, quindi l’abbiamo spostata a mercoledì. Tutti coloro che ho sentito e che rappresentano le anime del movimento, da Grillo a Casaleggio, da Fico a Di Battista, nessuno ha chiesto le mie dimissioni, si vince insieme e si perde insieme"

Come aveva fatto dopo le sconfitte alle elezioni regionali, Di Maio ha insistito sulla questione del cambiamento di organizzazione interna, ma senza mettere in pericolo il suo ruolo:

"Il M5S deve riorganizzarsi, ma nessuno ne fa una questione di teste da far saltare. Io non vi dico quali sono le cose da cambiare perché peccherei di superficialità in quanto devo prima sentire il movimento. Sentirò i parlamentari e i territori. Farò in modo che il M5S faccia sempre da alternativa ai vecchi politici e ad alcuni comportamenti che per me restano inaccettabili, al di là di quello che sia risultato dalle elezioni europee"

Gli è stato poi chiesto dove pensa di aver sbagliato in campagna elettorale e Di Maio ha risposto:

"L’osservazione sull’astensionismo non vuole minimizzare i risultati. Nei prossimi mesi cercheremo di capire. La mia impressione è che tante persone aspettino delle risposte su tanti dossier ancora aperti, perché il programma non è stato realizzato ancora tutto. I cittadini che hanno deciso di astenerci ci stanno dando un segnale: lavorate il più possibile per realizzare quello che avete promesso"

Rapporti di forza ribaltati nel governo giallo-verde

E per quanto riguarda i rapporti di forza ribaltati in seno al governo, Di Maio ha commentato:

"Una forza politica che ha realizzato nove dei dieci provvedimenti fatti dal governo semmai continuerà a dire sì. Vogliamo ridurre le tasse e il cuneo fiscale per i lavoratori e i dipendenti. Il ministro dell’Economia ha detto che ci sono i soldi per la Flat Tax, adesso facciamola, io ci sono"

Ha detto anche di aver sentito il Premier Giuseppe Conte:

"Il Presidente del Consiglio era molto tranquillo. I prossimi vertici serviranno a stabilire le priorità su cui andare a operare. Noi pensiamo che si debba andare avanti per fare le cose e farle sempre più velocemente. Mi auguro che sia finita la stagione in cui con la Lega ci diciamo le cose a mezzo stampa e ci mettiamo a lavorare alle cose da fare"

Di Maio ha anche accennato alla questione delle dimissioni del leghista Armando Siri:

"Io non mi pento assolutamente della scelta del M5S di chiedere le dimissioni di un sottosegretario indagato. Poi se ci sono altre cose che la Lega vuole chiedere, lo farà al tavolo di governo e noi risponderemo di conseguenza"

Poi Di Maio ha aggiunto:

"Io ho sempre trattato la Lega alla pari, quando abbiamo scritto le leggi e approvato i decreti io non ho mai fato pesare il fatto che ce ne fossero due per il M5S e uno delle Lega, continuiamo a lavorare con lealtà"

Per quanto riguarda la sua posizione sulla Tav, che finora è sempre stata contraria, Di Maio è già parso molto più possibilista che in passato:

"Io le dico chiaramente che quello che emergerà dal colloquio tra il Premier italiano e il Presidente francese poi sarà valutato dal governo italiano. Il tema non è centrare lo scontro. Esistono delle posizioni ed esistono anche degli obiettivi che consistono nel realizzare il contatto di governo e nel contratto il Tav c’è"

M5S in Europa senza un gruppo

Infine, l’ultima domanda è stata sull’Europa e su come il M5S si organizzerà nel Parlamento Europeo, visto che degli alleati stranieri soltanto i croati sono riusciti ad ottenere dei seggi, tutti gli altri sono rimasti fuori e dunque ora i pentastellati dovranno trovarsi un gruppo:

"Più tardi sentirò Fabio Massimo Castaldo che ha portato avanti il dialogo con i nuovi movimenti europei. Era una sfida nella sfida. Solo noi e i croati abbiamo ottenuto seggi, quindi avvieremo interlocuzioni all’interno del Parlamento europeo per decidere in quale gruppo andare"

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