Europee 2019, i trombati illustri: Santanché, Kyenge, Civati, Pizzarotti ma non solo

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Ci sono tanti i nomi illustri tra i “trombati” delle elezioni Europee 2019. Alcuni hanno avuto tantissime preferenze, ma nonostante ciò sono rimasti fuori dall’Europarlamento. Basti pensare ad esempio ad Emma Bonino, il cui partito +Europa è rimasto sotto la soglia di sbarramento del 4%. Tranvata anche per il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, che dopo essere stato scaricato dal Movimento 5 Stelle ha colto la nuova sfida con la Bonino: 3.000 preferenze per lui con l’8% dei consensi nella sua Parma, ma niente da fare per il Parlamento Europeo.

Bocciata anche Cecile Kyenge, ex ministro per l’integrazione con il Partito Democratico: con 1.151 preferenze finisce dietro a Carlo Calenda, Elisabetta Gualmini e Maria Cecilia Guerra nel nord-est. Rimane fuori dall’Europarlamento anche Pippo Civati, candidato di Europa Verde e leader di Possibile: 8.199 preferenze inutili per lui. Non ce la fanno nemmeno i candidati comunisti Marco Rizzo e Paolo Ferrero, nonostante abbiano racimolato rispettivamente 5.000 e 8.000 preferenze. Out anche Nicola Fratoianni e Corradino Mineo (La Sinistra).

I trombati di centrodestra

Per quel che riguarda il centrodestra, invece, rimangono fuori Elisabetta Gardini (14.669) e Daniela Santanché (7.878). Niente seggio nemmeno per i leader della destra Simone Di Stefano (CasaPound) e Roberto Fiore (Forza Nuova). A casa anche i Mussolini: Alessandra di Forza Italia e Caio Giulio di Fratelli d'Italia.

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