Quando Montanelli se ne andò dal Giornale "di Silvio Berlusconi". Come andarono veramente le cose. Parte prima

Da giorni, in occasione del centenario di Indro Montanelli, assistiamo a un rincorrersi di voci e leggende su come andarono veramente le cose tra lui e Berlusconi. La tesi comune è quella sostenuta da Marco Travaglio nel suo "Montanelli e il cavaliere. Storia di un grande e di un piccolo uomo", ovvero che Berlusconi abbia cacciato il grande giornalista dal quotidiano che lui stesso aveva fondato perché questi aveva rifiutato di schierare il Giornale sulla linea di Forza Italia.

Questa tesi è stata suffragata anche da Annozero nella puntata di giovedì scorso, quando è stato mandato un filmato del Raggio Verde (uno dei nomi della trasmissione di Santoro negli anni) in cui Montanelli aveva chiamato in diretta dando più o meno ragione a Travaglio. Peccato però che le cose siano andate in modo completamente diverso. Esiste infatti un resoconto preciso del vicedirettore Paolo Granzotto della seduta assembleare dell'8 gennaio 1994, ovvero quella del famoso intervento di Silvio Berlusconi davanti alla redazione riunita.

È importante notare come lo stesso Indro abbia confermato in un'intervista del 2001 a Laura Laurenzi che "Paolo Granzotto scrisse un resoconto di come erano andate le cose. Ecco: andatevi a rileggere quella cronaca, coincide esattamente con le cose come le ho raccontate io. "

Ora cercheremo di rievocare quel famoso resoconto senza cambiarne una virgola, affinché i lettori si formino un'idea propria basandosi sulla pura realtà dei fatti. Tutto questo per amor di verità, perché chi vi scrive è il primo che ancor oggi piange per quella decisione del più grande giornalista italiano del Novecento. Una decisione tutt'altro che obbligata.

8 gennaio 1994. La redazione del Giornale si riunisce in assemblea per chiedere l'adeguamento alle nuove tecnologie (computer, monitor e via dicendo) che ormai gran parte dei quotidiani concorrenti hanno realizzato. L'adeguamento include un'indennità "nuove tecnologie" da aggiungere in busta paga, o almeno così avevano fatto le altre testate creando un precedente.

L'amministratore Amedeo Massari concede l'adeguamento tecnologico ma senza indennità, sostenendo che l'innovazione avrebbe già di fatto aiutato i redattori facendo loro risparmiare tempo, e quindi non se ne vedeva il motivo. A quel punto i giornalisti minacciano lo sciopero (fatto del tutto irrituale per via Negri).

(1. continua)

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