Paragone (M5S): "Mi dimetto da parlamentare. Di Maio deciderà se accettare o no"

Ma le dimissioni non sono per un contrasto con Di Maio, bensì per un titolo del Corriere della Sera.

Gianluigi Paragone dimissioni

Gianluigi Paragone, senatore del MoVimento 5 Stelle, giornalista ed ex direttore de La Padania, ieri è stato il primo tra i pentastellati a mettere l'accento sulle troppe cariche di Luigi Di Maio nel commentare il crollo elettorale alle elezioni europee. Stamattina il Corriere della Sera ha pubblicato una sua intervista e ha titolato: "Paragone: ha fatto male pure da ministro. Decida lui cosa lasciare". È bene notare che il Corsera non ha usato le virgolette nel titolo, questo perché la fase usata non è stata detta da Paragone, ma sarebbe, secondo i giornalisti, il succo di quello che il senatore avrebbe detto.

In realtà Paragone ha detto di aver apprezzato il lavoro di Di Maio al ministero del Lavoro, tanto da essere stato lui stesso a fare un tour in Italia per spiegare il decreto dignità, mentre di aver abbassato il voto da 7 a 6,5 per quanto riguarda la guida del Ministero dello Sviluppo Economico, perché secondo lui gli interlocutori di un governo 5 Stelle dovrebbero essere più gli artigiani che gli industriali, quindi più Confartigianato che Confindustria.

Tuttavia, poiché, ha detto Paragone stamattina ad Agorà su Raitre, "non voglio passare da traditore", proprio a causa di questo titolo del Corsera intende presentare le sue dimissioni da parlamentare e sarà Luigi Di Maio a decidere se accettarle o no.

Sembra evidente che si tratti di una formalità e che quasi certamente Di Maio non accetterà le dimissioni di Paragone, anche perché non farebbe una bella figura a far dimettere un senatore solo perché ha espresso la propria opinione sul suo operato. Opinione, peraltro, critica, ma non esagerata. Infatti, ricordiamo, che ha detto al Fatto Quotidiano:

"La generosità di Luigi di mettere insieme 3-4 incarichi in qualche modo deve essere rivista. Il MoVimento per ripartire ha bisogno di una leadership politica, non dico h 24, ma non siamo lontani. Serve discontinuità"

Poi al Corsera ha aggiunto:

"Finché si scriveva con la minuscola, l’io andava anche bene. Ma si è cominciato a scriverlo con la maiuscola. Se vuoi fare Superman, devi dimostrare di esserlo [...] Eccesso di generosità. Ma a 32 anni non puoi fare il capo della prima forza del Paese, il vicepremier, il ministro dello Sviluppo economico e il ministro del Lavoro"

Ad Agorà stamattina Paragone ha detto:

"Siccome non voglio passare per traditore, consegnerò le mie dimissioni da parlamentare a Di Maio e sarà lui a decidere cosa farne"

E poi ha spiegato che se Di Maio rifiuterà le dimissioni lui resterà, specificando "resto se c'è ancora un rapporto di fiducia, ma io resto un rompiscatole". E quando gli è stato chiesto se Di Maio resta il suo leader di riferimento, Paragone ha risposto "assolutamente sì. Per questo consegnerò a lui le mie dimissioni da parlamentare e deciderà lui cosa fare. Dimissioni dal Parlamento perché per me non c'è alternativa al MoVimento 5 Stelle".

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