Lettera UE: "L'Italia non ha fatto progressi sufficienti". Tria ha 48 ore per rispondere

Dombrovskis e Moscovici hanno inviato una lettera al ministro Tria.

Lettera di Dombrovskis e Moscovici a Giovanni Tria

La lettera dell'Unione Europea all'Italia con una bacchettata sui conti pubblici è arrivata. Se ne parlava già da alcuni giorni e oggi, 29 maggio 2019, i commissari Valdis Dombrovskis (vicepresidente della Commissione) e Pierre Moscovici (commissario all'Economia) hanno scritto e firmato una lettera indirizzata al ministro dell'Economia italiano Giovanni Tria scrivendo:

"Sulla base dei dati notificati per il 2018, è confermato che l’Italia non ha fatto progressi sufficienti per rispettare il criterio del debito nel 2018"

Per questo motivo, sulla base dell'articolo 126.3 del trattato, l'UE sarebbe pronta a preparare un rapporto sul debito italiano e questo sarebbe il primo passo verso una procedura per deficit eccessivo. Il Comitato Economico e Finanziario, in cui sono rappresentati tutti i governi degli Stati membri sarebbe poi chiamato a dare la propria opinione sul rapporto.

Con la lettera Dombrovskis e Moscovici chiedono a Tria di presentare i "fattori rilevanti" che avrebbero portato l'Italia a volare le regole, come per esempio tasso di crescita basso, tasso di inflazione al di sotto delle aspettative.

Tria dovrà inviare la sua risposta entro il 31 maggio 2019, ossia entro venerdì, poi, mercoledì prossimo, saranno resi pubblici le raccomandazioni e il rapporto sul debito italiano da parte della Commissione UE e la quasi scontata conclusione sarà che il governo italiano non rispetta le regole sul debito previste dal Patto di Stabilità. A quel punto partirà la trattativa tra Roma e Bruxelles per scongiurare la procedura come era già successo a dicembre, quando l'Italia fu costretta a rivedere la manovra economica e ha cambiare il rapporto deficit/Pil dal 2,4% al 2,04%.

Nel frattempo sarà un problema la reazione dei mercati, che potrebbero far nuovamente impennare lo spread. E potrebbe essere anche peggio di dicembre, visto che nel frattempo Matteo Salvini, forte della vittoria alle elezioni europee, insiste per spendere 30 miliardi per la Flat Tax. In tutto questo colui che dovrà ingoiare più bocconi amari sarà ovviamente Giovanni Tria, nel suo complicatissimo ruolo di ministro dell'Economia, senza scudi di alcun partito.

Lettera UE

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