Migranti, la Marina soccorre barcone in avaria: Viminale autorizza lo sbarco a Genova

Si era diffusa la notizia della morte di una bimba di 5 anni, ma non è stata confermata.

Barcone in difficoltà

Aggiornamento ore 20:30 - Il Ministero dell'Interno ha annunciato in serata che la nave della Marina Militare che sta trasportando circa un centinaio di migranti potrà attraccare al porto di Genova. Lì i migranti, tra i quali figurano almeno 17 donne e 23 bambini, saranno fatti sbarcare e ospitati in un centro di accoglienza della zona ancora da definire.

Aggiornamento ore 12:30 - La Marina militare italiana ha spiegato il motivo dell'intervento della Cigala Fulgosi, che ha soccorso i migranti in pericolo a largo della Liba una volta "constatate le condizioni del natante con cento persone a bordo, di cui solo una decina provviste di salvagente individuale, motore spento, precarie condizioni di galleggiamento e considerate le condizioni meteorologiche in peggioramento, è intervenuta in soccorso delle persone che erano in imminente pericolo di vita".

Tra le persone salvate ci sono 17 donne e 23 bambini. Non è stata confermata la notizia di vittime a bordo. Intanto Malta ha fatto sapere di avere soccorso altri 75 migranti.

Aggiornamento ore 10:00 - Sarebbero finalmente arrivati i soccorsi al gommone in avaria al largo della Libia con una novantina di persone a bordo. È intervenuto il pattugliatore Cigala Fulgosi della Marina Militare perché le condizioni meteo stanno per peggiorare. Non ci sono ancora conferme di vittime a bordo. Alarm Phone insiste sul fatto che proprio la nave che è intervenuta sapeva del naufragio già da un giorno.

Aggiornamento ore 9:10 - Purtroppo Alarm Phone riporta che, secondo quanto detto dai migranti a bordo del barcone in avaria, una bambina di cinque anni sarebbe morta.

Casarin: "È una violazione dei diritti umani"

Alarm Phone ha lanciato un allarme su una imbarcazione con a bordo una novantina di persone che da molte ore si trovano in grave pericolo e nessuno si sta dirigendo verso di loro ad aiutarli nonostante le autorità italiane, libiche e maltesi sappiano della loro condizione.

A bordo ci sono anche 20 donne e 15 bambini, il più piccolo di nove mesi e c'è per loro il rischio di ipotermia. Una donna è incinta e sta molto male. Alarm Phone ha lanciato un grido disperato e ha anche spiegato che una imbarcazione della marina italiana ha monitorato la situazione da circa dieci miglia di distanza, ha anche inviato un elicottero a controllare, ma non è intervenuta. Luca Casarini di Mediterranea Saving Humans questa mattina in collegamento con Rainews 24 ha spiegato:

"Questo è un allarme lanciato dall'aereo di Sea Watch che già ieri ha segnalato la situazione alle autorità italiane. Ci sono 15 bambini, il più piccolo ha nove mesi ed è a rischio ipotermia. A dieci miglia ieri c'era un pattugliatore italiano, che ha inviato anche un elicottero, ma non capiamo perché non intervengano per evitare che queste persone muoiano. Attorno all'area non ci sono altre imbarcazioni, ma le autorità conoscono la situazione da molte ore, da ieri. C'è il solito balletto tra italiani e libici. Ma non possono intervenire coloro da cui queste persone stanno scappando. Il barcone non può muoversi perché è in situazione di grave stress e imbarca acqua. C'è anche una donna incinta che sta molto male"

Casarini chiede spiegazioni perché continua a esserci un rimpallo tra europei e libici quando si sa benissimo che la Libia è un Paese in guerra:

"Non si capisce per quale motivo le autorità italiane non stiano intervenendo. Dovrebbe intervenire chi ha i mezzi militari di soccorso più vicini. Purtroppo c'è sempre questo rimpallo. Ricordo che la Libia è un Paese in guerra. Queste persone sono profughi di guerra. È una violazione della Convenzione di Ginevra. Le autorità italiane che dicono che devono intervenire i libici stanno commettendo una grave violazione dei diritti umani"

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