Luca Palamara si autosospende dall’Anm

Perquisito Luca Palamara

Il pm Luca Palamara, indagato per corruzione a Perugia, dopo aver rigettato le accuse, si è autosospeso oggi dall'Associazione nazionale magistrati (Anm): "Sono certo di chiarire i fatti che mi vengono contestati. Il mio intendimento è quello di recuperare la dignità e l'onore e di concentrarmi sulla difesa di fronte a tali infamanti accuse".

Palamara aveva già detto in alcune interviste di non aver "mai avuto soldi, regali o altri vantaggi, né ho mai barattato le mie funzioni di magistrato. Non ho tramato contro nessuno, c'era un clima avvelenato".

Intanto sul caso Palamara e sulla relativa inchiesta il 4 giugno si riunirà un plenum straordinario del Csm: "Si impone oggi un confronto responsabile tra tutti i componenti per la forte riaffermazione della funzione istituzionale del Csm a tutela dell'intera magistratura". Il Comitato di presidenza annuncia che in quella sede "verrà anche preso atto delle sopravvenute dimissioni del consigliere Luigi Spina". Il Csm ha chiesto alla Procura umbra gli atti del procedimento.

Luca Palamara perquisito dalla GdF. Nuovi indagati

30 maggio 2019 - Nuovo capitolo nell'inchiesta sul mercato delle toghe e in particolare sulle nomine per la successione alla guida della Procura di Roma: ieri si è diffusa la notizia del coinvolgimento del Pm Luca Palamara, ex Presidente dell'Associazione nazionale magistrati.

Ebbene, oggi la Guardia di Finanza ha perquisito la sua abitazione e i suoi uffici in procura oltre all'abitazione del suo commercialista e quella di Adele Attisani, che è una persona vicina al magistrato. Ricordiamo che Palamara è indagato per corruzione e ieri ha chiesto di essere sentito al più presto dagli inquirenti, professando la sua totale estraneità ai fatti.

Intanto è stato notificato un avviso di garanzia anche ad altri indagati. In particolare, pende l'accusa di rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento su Stefano Fava, che è l'autore dell'esposto al Consiglio Superiore della Magistratura con cui venivano accusati l'ex procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e il suo aggiunto Paolo Ielo.

Stesse ipotesi di reato per Luigi Spina, membro togato del Cdm che fa parte della corrente Unicost, quella più moderata, la stessa di Palamara. Avvisi anche per l'avvocato Pietro Amara e per il lobbista Fabrizio Centofanti che sarebbe proprio colui che intratteneva i rapporti con l'ex Presidente Anm, facendogli anche dei regali.

L'attuale Presidente dell'Anm Pasquale Grasso ha commentato:

"Si susseguono notizie relative a indagini nei confronti di magistrati, anche ex componenti del Csm. Trattandosi di procedimento in corso, non intendo commentare se non per rimarcare il fatto che la magistratura adempie costantemente al proprio ruolo istituzionale e costituzionale nei confronti di qualsiasi soggetto. Ivi compresi gli stessi magistrati"

E per quanto riguarda la nomina del procuratore di Roma, Grasso sostiene non non ravvisare alcun elemento in correlazione con le indagini in corso a Perugia, "salvo emersione di diversi elementi che allo stato non mi pare superino il livello della mera illazione". Ha poi aggiunto che il procedimento che condurrà alla nomina del Procuratore della Capitale è in corso nella sede costituzionalmente prevista e nel pieno rispetto della legge.

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