Federcanapa: "I negozi di cannabis non saranno obbligati a chiudere"

La sentenza della Corte di Cassazione sulla vendita dei prodotti derivati dalla cannabis, emessa ieri ad un mese da una sentenza diametralmente opposta, non porterà alla chiusura delle migliaia di negozi e punti vendita aperti in Italia in questi ultimi mesi a chiudere, inclusi i tabaccai che da tempo stanno vendendo cannabis light.

Lo sostiene la Federazione della Canapa Italiana, che ha diffuso un lungo comunicato per spiegare come, almeno in teoria, nulla dovrebbe cambiare dopo la sentenza, anche se tutto dipenderà da come le forze dell'ordine italiane decideranno di applicare la sentenza. Secondo Federcanapa, infatti, "la soluzione delle sezioni unite penali della Corte di Cassazione non determina a nostro parere la chiusura generalizzata dei negozi che offrono prodotti a base di canapa":

Tutto ruota intorno alla frase "salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante" contenuta nella sentenza, almeno fino a quando non saranno pubblicate le motivazioni integrali e si avranno maggiori dettagli sulla decisione dei giudici. Per quanto riguarda la cannabis, infatti, la letteratura scientifica fissa l'efficacia drogante basandosi sul principio attivo THC e su una soglia dello 0,5% dello stesso.

La cosiddetta cannabis light ha un THC in percentuale inferiore a quella soglia e quindi di fatto sarebbe in concreto priva di efficacia drogante, per parafrasare quanto scritto dai giudici. La conseguenza, secondo Federcanapa, è che "non può considerarsi reato vendere prodotti derivati delle coltivazioni di canapa industriale con livelli di Thc sotto quei limiti".

Questo, però, non significa che la vendita di prodotti derivati dalla cannabis sia al sicuro in Italia:

Ci auguriamo che anche le forze dell’ordine si attengano a questa netta distinzione tra canapa industriale e droga nella loro azione di controllo e che non si generi un clima da “caccia alle streghe” con irreparabili pregiudizi, patrimoniali e non, per le numerose aziende del settore.

La presenza di Matteo Salvini e della Lega al governo, però, non dà alcuna rassicurazione sulle direttive che le forze dell'ordine riceveranno, considerando che per il Ministro dell'Interno non soltanto non vi è alcuna distinzione tra droga leggera e droga pesante, ma neanche tra cannabis e cannabis light, considerata al pari di cocaina, eroina e via dicendo.

Occorrerà attendere la pubblicazione delle motivazioni della sentenza per avere un quadro più chiaro della situazione e capire come il governo deciderà di muoversi.

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