Cannabis light, spunta l'idea di una class action: "Combattono l'alcolismo vietando le birre analcoliche"

Dopo la sentenza della Corte di Cassazione sulla vendita dei prodotti derivati dalla cannabis in Italia, il settore della cannabis light rischia di subire un durissimo colpo, considerando che l'area grigia in cui si è vissuti in questi ultimi anni ha dato una enorme spinta all'apertura di negozi dedicati e ha spinto anche i tabaccai a rifornirsi di prodotti derivati dalla cannabis.

La Federazione della Canapa Italiana ha provato a rassicurare tutti almeno fino alla pubblicazione delle motivazioni di quella sentenza, ma ha anche precisato che molto dipenderà da come il governo di Giuseppe Conte, Matteo Salvini in particolare, deciderà di comportarsi dopo quella sentenza. Tutto è ancora avvolto dall'assoluta incertezza, ma è innegabile che la sentenza della Cassazione rappresenti un clamoroso passo indietro verso la potenziale legalizzazione della cannabis che toglierebbe milioni di euro alla criminalità organizzata per riversarli nelle casse dello Stato.

Tra i primi a tentare di ribellarsi a questa sentenza c'è un commerciante di Sanremo, Gioel Magini, titolare del punto vendita Cannabis Amsterdam Store nel capoluogo ligure. L'imprenditore ha riferito alla stampa di aver chiuso una pizzeria per aprire il punto vendita dedicato alla cannabis legale e di temere ora di finire sul lastrico a causa di una sentenza:

È come se volessero combattere l'alcolismo vietando la vendita di birre analcoliche. I nostri avvocati hanno detto di attendere prima di passare al contrattacco, ma resta davvero una decisione infelice.

L'imprenditore non esclude la possibilità di avviare una class action per combattere contro quella che è una sentenza della massima corte in Italia:

Vendiamo non solo prodotti con thc inferiore allo 0,5%, ma anche tisane, alimenti e altri derivati, dotati di cbd il principio attivo, utile per curare stati d'ansia e alcune malattie degenerative.

Il leader della Lega Matteo Salvini, padre-padrone di questo esecutivo, ha più volte dichiarato guerra alla cannabis legale e poche settimane fa ha gongolato pubblicamente per la chiusura di tre negozi in provincia di Macerata - "Ci saranno controlli a tappeto per andarli a controllare uno per uno con l'obiettivo di chiuderli uno per uno" - e promesso che molti altri punti vendita avrebbero fatto la stessa fine.

Poco importa se migliaia di cittadini finiranno sul lastrico perchè chi guida il governo attuale non è in grado di fare distinzioni non soltanto tra droghe leggere e droghe pesanti, ma anche tra la cannabis classica e la cannabis light. Così come non importa se il settore della cannabis, come dimostrato in decine di altri Paesi del Mondo, potrebbe contribuire a risollevare un po' l'economia dell'Italia e a combattere la criminalità organizzata.

Vista l'ignoranza in materia da parte dei vertici del governo, un movimento dal basso potrebbe smuovere un po' le acque e costringere i politici al potere ad aprire gli occhi.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO