Tria replica alla Commissione UE: "Tagli a politiche welfare". Di Maio: "M5S non ne sa nulla"

Giovanni Tria

È pronta la lettera di risposta che il Ministro dell'Economia Giovanni Tria dovrà inviare entro la mezzanotte di oggi alla Commissione Europea, 48 ore dopo la missiva in cui i commissari UE Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici facevano notare all'Italia di non aver fatto sufficienti progressi per rispettare il criterio del debito nel 2018.

L'AndKronos rivela oggi in anteprima che nella missiva di risposta Tria anticipa la riduzione della spesa per le nuove politiche di welfare nel periodo 2020-2022, incluse le due misure fortemente volute dall'esecutivo gialloverde, il reddito di cittadinanza e quota 100:

Dal lato della spesa, il governo sta avviando una nuova revisione della spesa e riteniamo che sarà possibile ridurre le proiezioni di spesa per le nuove politiche in materia di welfare nel periodo 2020-2022. Inoltre siamo convinti che una volta che il programma di bilancio sarà finalizzato in accordo con la Commissione europea, i rendimenti dei titoli di Stato italiani diminuiranno e le proiezioni relative alla spesa per interessi saranno riviste al ribasso.

Tria sostiene che l'esecutivo di cui fa parte ha seguito "un approccio prudente e responsabile" e attribuisce la gran parte della responsabilità della mancata crescita dell'Italia a fattori esterni:

Sebbene la crescita economica abbia sorpreso al ribasso, principalmente a causa di fattori esterni, l'anno si è chiuso con una significativa riduzione del disavanzo delle amministrazioni pubbliche, attestatosi al 2,1 per cento del Pil, in discesa dal 2,4 per cento del 2017. Il saldo primario è salito all'1,6 per cento del Pil, dall'1,4 per cento dell'anno precedente; i pagamenti per interessi, espressi in rapporto al Pil, sono diminuiti di un decimo di punto, raggiungendo il 3,7 per cento.

La missiva integrale sarà resa nota in serata, quando sarà già stata ricevuta dai diretti interessati alla Commissione UE, ma stando a quanto riferisce AdnKronos questi estratti farebbero parte della versione finale concordata da Tria col vicepremier Matteo Salvini. L'altro vicepremier, però, non sarebbe stato consultato. Luigi Di Maio, subito dopo la diffusione di questi stralci, ha espresso il proprio disappunto:

La lettera preparata dal ministro Tria con la Lega? Il M5S non ne sa nulla, non ce ne siamo occupati noi, non è stata condivisa con noi. Sicuramente noi non tagliamo le spese sociali, né il reddito né quota 100.

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