Papa Francesco: "Una società inclusiva è civile, i migranti arricchiscono i Paesi in cui arrivano"

Solo una società inclusiva, che non ha timore dell’altro, è una società civile. È quello che ha tra l’altro detto oggi papa Francesco nel primo giorno della sua visita apostolica in Romania, rivolgendosi anche ai cristiani ortodossi. Ad ascoltarlo c’è pure il patriarca ortodosso Daniel, per un viaggio dalla grande rilevanza ecumenica.

Bisogna "costruire una società inclusiva" allontanando il "dilagante potere dei centri dell’alta finanza" sono state prime le parole del pontefice una volta atterrato a Bucarest, accolto con tutti gli onori dal presidente Klaus Iohannis, di religione luterana (fa parte della minoranza sassone) e dalla moglie che è invece cattolica.

Secondo il papa "dello sviluppo tecnologico e del benessere economico hanno beneficiato in molti, ma i più sono rimasti esclusi mentre una globalizzazione omologante ha contribuito a sradicare i valori dei popoli". Per questo secondo Francesco non bisogna cadere nella trappola della cultura della paura, dell’odio, spesso costruita ad arte per fini personali e di potere.

"Il vivere comune" è "sempre più inquinato da un senso dilagante di paura" ha detto papa Bergoglio che ha ricordato la visita nel paese 20 anni fa da parte di Giovanni Paolo II, uomo dell’est, polacco, che conosceva bene cosa aveva causato il giogo comunista nei paesi a socialismo reale.

"Quel viaggio, che per la prima volta un vescovo di Roma dedicava a un Paese a maggioranza ortodossa, aprì la via ad altri eventi simili. Vorrei rivolgere un pensiero di grata memoria al Patriarca Teoctist. Come non ricordare il grido spontaneo Unitate, unitate! che si levò qui a Bucarest in quei giorni? Fu un annuncio di speranza sorto dal Popolo di Dio, una profezia che ha inaugurato un tempo nuovo: il tempo di camminare insieme nella riscoperta e nel risveglio della fraternità che già ci unisce" ha detto il papa.

Ora la situazione in Romania è completamente diversa. Il "progetto democratico ha fatto "molti passi avanti" verso "il pluralismo delle forze politiche e sociali" così come verso "il riconoscimento della libertà religiosa" e "il pieno inserimento del Paese nel più ampio scenario internazionale".

Francesco si è poi soffermato su un tema a lui caro, quello dell’emigrazione, riferendosi ai tanti romeni che specialmente dai villaggi sono partiti alla disperata ricerca di un futuro migliore e che con il loro "patrimonio di valori e il loro lavoro arricchiscono i Paesi in cui sono emigrati".

Ecco perché "i più deboli, i più poveri e gli ultimi" non devono essere visti "come indesiderati, come intralci che impediscono alla macchina di camminare, ma come cittadini e fratelli da inserire a pieno titolo nella vita civile".

papa francesco in romania

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