Cina-USA, tensioni crescenti

Pechino ha pubblicato un dossier per smontare le tesi di Trump sulla 'guerra dei dazi'

"Se gli Stati Uniti vogliono parlare, terremo aperta la porta. Se invece vogliono combattere, combatteremo fino alla fine". Questa frase è stata pronunciata da Wei Fenghe, ministro della Difesa cinese, nel corso di un vertice sulla sicurezza internazionale a Singapore. La guerra commerciale ha inasprito i rapporti tra i due Paesi; gli Usa recentemente hanno anche denunciato una crescente militarizzazione nel Mar Cinese meridionale e Pechino ha risposto accusando gli Usa di voler fomentare le voglie di indipendentismo di Taiwan. Wei ha avvertito Trump: "nessun tentativo di spaccare la Cina avrà successo; qualsiasi interferenza straniera nella questione di Taiwan è destinata a fallire". Inoltre, la Cina non promette di "rinunciare all'uso della forza" se lo riterrà necessario.

Il libro bianco sui dazi

Pechino oggi ha inoltre diffuso un dossier per cercare di smontare le tesi di Trump sulla guerra commerciale in atto. Nel libro bianco cinese è infatti spiegato perché la rapida escalation "non ha fatto di nuovo grande l'America", rimarcando inoltre che "la sovranità e la dignità di un Paese devono essere rispettate e qualsiasi accordo raggiunto dalle due parti deve basarsi su uguaglianza e beneficio reciproco", lanciando infine un avvertimento: "la Cina cerca una soluzione attraverso il dialogo, ma non accetterà compromessi sui principi primari".

Per Pechino la politica di Trump non ha ottenuto i risultati rivendicati perché "i dazi americani non hanno dato slancio all'economia, bensì l'hanno seriamente danneggiata": "i costi della produzione e i prezzi al consumo stanno minacciando la crescita dell'economia".

La rottura nei negoziati saltati tra le due superpotenze è da "addebitare solo e interamente agli Usa", responsabili di accuse "incaute".

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