Candidature "rosa". Fini lancia il sasso contro Berlusconi. Poi ritira la mano

Gianfranco Fini resta una spina nel fianco di Silvio Berlusconi.

Stavolta il dardo lo lancia indirettamente, attraverso Sofia Ventura sul web magazine FareFuturo, la fondazione dell’ex leader di An. Ma la frecciata è velenosa perché colpisce il leader del Pdl su un punto centrale, quello delle candidature fortemente volute dal Cavaliere.

La bordata è precisa e rasoterra, un "basta" al modo di fare politica sul corpo delle donne.

Dice la Ventura: “Le donne non sono gingilli da utilizzare come specchietti per le allodole, non sono nemmeno fragili esserini bisognosi di protezione e promozione da parte di generosi e paterni signori maschi; le donne sono, banalmente, persone. Vorremmo che chi ha importanti responsabilità politiche qualche volta lo ricordasse”.

Pugno nello stomaco. Punto.

Fini tenta di "recuperare" con una nota: “Valutazioni comprensibili, ma eccessive e, pertanto, non totalmente condivisibili”.

Come dire, il presidente della Camera impara dal “suo” premier: lanciare il sasso (stavolta un pietrone) e poi ritirare (in parte) la mano.

Gran partito, il Pdl. Nessuno degli ex di Forza Italia dice mai una parola differente dal “capo”, nemmeno quando, come in questo caso le ventilate candidature alle elezioni europee di veline e attricette gridano “scandalo”.

Non alla politica. Ma al buon gusto. E al buon senso. Di chi ce l'ha. Fortuna che Fini c’è.

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