Lettera Ue, Moscovici al governo italiano: "Dialogo sì, ma nessuno può ignorare le regole"

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Il commissario europeo agli affari economici Pierre Moscovici avverte che sul contenzioso in corso sui conti pubblici dell’Italia il dialogo è la prima cosa ma nell’ambito delle regole Ue: "L’Europa è una comproprietà, ci sono regole che tutti osservano e non possiamo avere nemmeno uno che se ne disinteressi. Ma la mia parola d'ordine è dialogo, dialogo, dialogo".

A proposito della decisione che la commissione europea prenderà sulla lettera inviata venerdì dal ministro Tria per rispondere ai rilievi mossi su conti pubblici, Moscovici ha aggiunto: "Ne saprete di più mercoledì", giorno in cui è attesa la controreplica di Bruxelles. L’Italia rischia l’apertura di una procedura di infrazione.

Moscovici chiarisce di preferire il dialogo alle sanzioni per far rispettare le regole di bilancio Ue: "Negli ultimi cinque anni non ho punito nessuno" ha ricordato a radio FranceInter. Ma "se non rispettano le regole, sarà necessario che la Commissione europea e gli stati membri si assumano le proprie responsabilità" ha chiosato il commissario Ue uscente, che nella prossima settimana presenterà le sue proposte per risolvere il dossier conti dell’Italia.

Salvini intanto rilancia: "Il governo va avanti se mantiene l'impegno di tagliare le tasse, presto e bene. Con Tria abbiamo ragionato di tasse ed Europa, uno choc fiscale è l'unico modo per rilanciare l'Italia". Ragionando sul fatto che per il reddito di cittadinanza c’è al 31 maggio un tasso di rifiuto del 25%, il governo conta di avere un miliardo in più l'anno da spendere per venire incontro all’Ue.

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