Porti chiusi, ma i migranti continuano a sbarcare: 170 nell'ultimo weekend

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Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, continua a dire che i porti italiani sono chiusi, ma qualcosa non ci torna. Nell’ultimo fine settimana, quello dell’1-2 giugno, infatti, sono sbarcati sulle coste del Bel Paese circa 170 immigrati. Domenica 2 giugno alle 9, ha attraccato a Genova la nave Cigale Fulgosi della Marina Militare a bordo della quale c’erano i 100 cittadini stranieri soccorsi al largo della Libia. Lo sbarco di donne e bambini (circa 30) è terminato intorno alle 12, previe visite mediche di rito. Salvini si è affrettato a dichiarare che comunque “nessuno dei migranti arrivati oggi a Genova con la nave della Marina militare sarà a carico dei contribuenti italiani e ringrazio i vescovi italiani per la solidarietà concreta dimostrata”. I migranti, provenienti da Libia, Camerun, Somalia, Costa d’Avorio, Nigeria e Mali saranno ufficialmente distribuiti tra il Vaticano e altri 5 Paesi europei nella tempistica prevista da questo tipo di procedure.

Contestualmente, a Marina di Manduria, nel Tarantino, sono giunti circa 70 immigrati pakistani, alcuni dei quali hanno raggiunto la spiaggia di Torre Colimena addirittura a nuoto. Tra di loro ci sarebbero anche 20 minori, che sono stati subito accolti da una macchina organizzativa messa in piedi dal vicesindaco Alessandro Scarciglia, in collaborazione con il consigliere comunale Emanuele Micelli. È proprio lui a raccontare di essere stato avvisato dalla stazione carabinieri di Avetrana dello sbarco dei migranti.

"Mi hanno chiesto la disponibilità di alcuni locali a seguito di uno sbarco di cittadini extracomunitari. Ho subito comunicato di poterli accogliere temporaneamente all’interno del campo sportivo perché ci sono locali idonei e servizi igienici per tutti. Abbiamo poi provveduto immediatamente a fornire ai cittadini extracomunitari acqua, latte e pane".

L’amministrazione locale, inoltre, è stata supportata da varie associazioni che hanno messo a disposizione cibo e altri generi di prima necessità forniti da cittadini e commercianti del posto. Insomma, nonostante la direttiva Salvini, i porti italiani sono chiusi solo sulla carta, perché gli sbarchi continuano e tra tribunali e altre istituzioni locali - sindaci in primis - una strada per accogliere migranti e rifugiati la si trova sempre.

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