Conte, ultimatum a Lega e M5S: "Ditemi se volete continuare o mi dimetto"

Di Maio e Salvini sono chiamati a decidere se vogliono proseguire con il contratto di governo o pensano già a nuove elezioni.

Il Premier Giuseppe Conte, nell'attesa conferenza stampa di oggi, lunedì 3 giugno 2019, ha fatto una sorta di ultimatum alle due forze di maggioranza, Lega e MoVimento 5 Stelle, e ai rispettivi leader, non nominati, ma che ovviamente sono Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Ha chiesto di dire con chiarezza se vogliono continuare a lavorare alla realizzazione del contratto di governo, smettendola di comportarsi come hanno fatto finora, altrimenti rimetterà il suo mandato nella mani del Presidente Mattarella. La conferenza si è interrotta appena è arrivata, via Facebook, la risposta di Salvini.

Conte ha fatto appello a una leale collaborazione:

"Leale collaborazione è un concetto giuridico ma anche etico, significa tante cose: che se facciamo una riunione politica e prendiamo una decisione, poi non dobbiamo cambiare idea, che ciascuno ministro si concentra sulla propria materia di competenza, senza prevaricare gli altri creando sovrapposizioni che possano mettere in dubbio la credibilità di tutto l'esecutivo, significa che si hanno questioni politiche da sollevare lo si fa rispettando la grammatica istituzionale. Significa anche che se il ministro dell'Economia e il Premier stanno interloquendo con l'Europa per evitare una procedura di infrazione, le due forze politiche non intervengono creando l'ennesimo scontro"

E ha aggiunto:

"Chiedo alle due forze politiche e ai rispettivi leader di dirci se hanno intenzione di proseguire con il contratto stipulato o se vogliono rivedere questa posizione. Io resto disponibile a continuare in percorso riformatore che al termine della legislazione consegni un'Italia migliore. Ma non posso compiere questa scelta da solo. Le forze politica che hanno la maggioranza devono essere consapevoli delle proprie responsabilità. Non mi prestò in alcun modo a vivacchiare. Rimetterò il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica a cui colgo l'occasione per rinnovare la stima e per ringraziarlo per i consigli che mi ha sempre dato. È dunque compito delle forze politiche dirmi cosa dobbiamo fare, una risposta rapida, perché il Paese non può attendere"

Gli è stato poi chiesto quale sarebbe il timing, ma Conte non ha dato una risposta precisa, ha detto che si può attendere ancora "un po' di tempo", ma ha aggiunto "non mi faccia dire una data". La domanda gli è stata riproposta, cioè gli è stato chiesto se si aspetta una risposta entro la settimana, visto che i mercati potrebbero risentirne, lui ha risposto:

"Mi rendo conto che occorre un po' di tempo dopo i risultati delle europee. Il problema è che si deve giungere a una situazione di chiarezza. Non escludo che possa esserci un travaglio interno alle forze di governo, in cui ci possono essere situazione da approfondire internamente, quindi chiedo che si faccia il giusto percorso. I partiti sono parte integrante della democrazia, quindi che facciano il loro percorso, purché si arrivi a un punto in cui, una volta presa una decisione con chiarezza, poi si rispettino gli impegni presi"

Rispondendo ai giornalisti ha anche detto di essersi sbagliato sul fatto che il clima elettorale non avrebbe compromesso i rapporti all'interno del governo. Inoltre ha chiarito di essere sempre stato indipendente, di aver detto fin da subito al M5S che non era un loro sostenitore, anche quando aveva dato il consenso a proporsi, in campagna elettorale, come ministro della Pubblica Amministrazione. Ha detto di non aver dunque mai giurato fedeltà al M5S e che anzi i pentastellati sono rimasti dispiaciuti per alcune sue decisioni.

Ha fatto anche una battuta sull'eventualità che i due vicepremier lo mandino via: "Se è ancora libero il posto, sarei disposto ad allenare la Roma".

Conte ha anche detto che farà il massimo per difendere i diritti dei cittadini italiani nell'interlocuzione con l'Europa.

Quando gli è stato chiesto della possibilità di un impasto di governo, Conte ha detto:

"A me non è giunta alcuna richiesta. Ho fatto appello a una leale collaborazione anche perché voglio che se ci siano delle richieste, mi vengano fatte ufficialmente"

Sulla Tav siamo in una fase di interlocuzione


Conte

Giuseppe Conte ha risposto chiaramente anche sulla Tav, ha detto che è in una fase di interlocuzione con la Francia e con l'Europa e che segue il contratto di governo, ossia che bisogna riconsiderarla sulla base di una analisi costi-benefici, poi ha detto:

"Se c'è una possibilità di rivedere una infrastruttura che se dovessi decidere oggi di farla, non la farei, ma io mi trovo in una fase di attuazione"

La politica sull'immigrazione

Per quanto riguarda la politica di immigrazione, rispondendo a una giornalista straniera ha detto:

"La linea sull'immigrazione non è la linea dura di Salvini, ma quella del governo. All'Europa ho portato una piattaforma che riguarda non solo gli sbarchi, ma molto di più, la regolazione gestione dei flussi migratori. In questo c'è tanto: la cooperazione con i Paesi di origine e di transito, gli sbarchi, le politiche interne, l'integrazione, la redistribuzione, i rimpatri, i movimenti secondari. Se isoliamo un tassello non comprendiamo la politica del nostro Paese. Noi preferiamo la politica dei corridoi umanitari, perché ci permette di tutelare chi ha diritto alla protezione internazionale. Se non ne ha diritto perché consentirgli di mettersi a rischio andando su barconi di fortuna"

Un bilancio della Fase 1 e un appello per la Fase 2

Conte oggi ha fatto una lunga premessa riassumendo tutto il lavoro del suo governo finora:

"Sabato scorso è stata la Festa della Repubblica e anche il primo compleanno del governo da me presieduto. Il 1° giugno 2018 abbiamo prestato giuramento, ricordo quel momento, l'insediamento del mio governo è stato accompagnato da molto entusiasmo, ma anche scetticismo, che a volte si è tradotto in notazioni critiche, soprattutto per due aspetti: il primo, il fatto di aver basato l'azione di governo su un contratto, il secondo che come Premier fosse stato scelto il sottoscritto, non iscritto ad alcun partito, una terza figura investita del compito di garanzia per il rispetto del contratto. Confesso a distanza di un anno che quanto al primo aspetto non mi sono mai preoccupato perché ho sempre ritenuto il contratto un elemento di forza, che sia la modalità più lineare e trasparente per dar vita a un governo composto da due forze politiche differenti e un contesto di riferimenti culturali e valoriali distinte. Anche il secondo aspetto l'ho affrontato con relativa tranquillità e ho accetto perché, pur senza avere una forza politica alle spalle, ho pensato di poter attingere direttamente all'articolo 95 della Costituzione. Mi piace ricordare anche le parole che ho declamato: giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente le leggi nell'interesse esclusivo della nazione. Non ho prestato alcun altro giuramento e quel giuramento sarà sempre il faro della mia attività di Presidente del Consiglio. Il mio governo è nato dall'incontro di due forze politiche entrambe consapevoli del fatto che servisse un cambiamento, che servisse invertire la rotta rispetto a quanto fatto dalle forze politiche che erano state precedentemente al governo del Paese. Nel corso di questo primo anno di legislatura, che io ho riassunto con la formula Fase 1, siamo intervenuti a sostegno della fasce della popolazione più aspramente colpite dalla crisi economica e dai provvedimenti di rigore dei governi precedenti. Reddito di cittadinanza, quota 100 hanno costituito un vero patto sociale. Al fondo di queste misure c'è la profonda convinzione che un Paese non può avere uno sviluppo se fasce di popolazione restano ai margini. Siamo intervenuti anche sul bisogno di sicurezza, proteggendo i cittadini in aree più esposte alla criminalità, abbiamo contrastato anche la tratta criminale di esseri umani. Abbiamo adottato anche lo Spazza Corrotti, un dispositivo molto avanzato contro la corruzione. Ci siamo occupati anche del dissesto idrologico. Questi provvedimenti vanno seguiti in fase attuativa. Per esempio il Reddito di Cittadinanza va accompagnato da controlli accurati. Ma lo stesso vale anche per il decreto sicurezza, dobbiamo incrementare gli interventi per offrire ai migranti che sono legittimamente sul territorio la possibilità di integrarsi e dobbiamo anche provvedere ai rimpatri. Abbiamo svolto un lavoro incredibile con i miei due vicepremier, con tutti i ministri e sottosegretari e anche con i parlamentari"

E ha detto anche:

"Questa esperienza di governo ha dovuto convivere con varie competizioni elettorali, c'è stata una campagna elettorale pressoché permanenti e ne ha risentito il clima di coesione all'interno di governo. Io stesso avevo sottovalutato questo aspetto. In particolare la competizione per le europee ha dato l'impressione di uno stallo del governo, ma questo non è vero, perché la Fase 2 inaugura una stagione particolarmente intensa sul piano degli investimenti. Abbiamo varato disegni di legge delega riguardanti ampi settori, in particolare quello degli investimenti pubblici. Sono già pronte le riforme dei codici di procedura civile e penale, sono già in Parlamento lo sblocca-cantieri e il decreto crescita, che sono due passaggi determinanti per la realizzazione del contratto di governo. Stiamo lavorando per le infrastrutture e abbiamo avviati vari contratti istituzionali di sviluppo. Il nostro cantiere riformatore è aperto, stiamo lavorando anche per il progetto di autonomia differenziata. Io stesso assicuro il massimo impulso allo scioglimento dei residui nodi politici. Avrò cura di evitare che questo processo riformare possa contribuire ad aumentare il divario tra Nord e Sud. Lavoriamo anche sul conflitto di interessi. Dobbiamo realizzare una più organica riforma del fisco: non solo una rimodulazione delle aliquote, serve una giustizia tributaria più efficiente e rapida, contrastando l'evasione. Dobbiamo intervenire per offrire un più incisivo sostegno alle famiglie con disabili"

Conte ha anche assicurato che avrà cura di non far aumentare l'Iva, tenendo in ordine i conti:

"L'equilibrio della finanza pubblica è imposto non solo dall'Europa, ma anche al fatto che dobbiamo finanziare il nostro debito sovrano sui mercati. Chi conosce i mercati sa che servono parole univoche e chiare. Io stesso con i ministri competenti sto lavorando su punti strategici per consegnare un'Italia migliore"

Conte ha fatto un chiaro riferimento all'uso esagerato dei social network da parte dei membri del governo:

"Siamo chiamati a disegnare il futuro del Paese, che è diverso dal collezionare i like nella moderna agorà digitale, analizziamo insieme la situazione in cui ci troviamo. La competizione elettorale ha offerto un quadro chiaro, il governo ha un alto consenso, ma la distribuzione di esso si è modificata. La Lega ne è uscita rafforzata, il M5S no. Ma essendo una competizione europea, non ha ricadute sul Parlamento. Ma le forze politiche sono pur sempre comunità di uomini e donne e quindi i risultati elettorali creano grande soddisfazione nei vincitori e delusione nei vinti. I postumi delle elezioni non sono ancora superati. I miei rapporti personali sono ottimi con tutti i miei ministri e i anche con i miei vicepremier, lavorare però nell'interesse esclusivo del Paese significa predisporsi ad abbracciare un atteggiamento costruttivi: sobri nelle parole, operosi nelle azioni. Se continuiamo con le freddure a mezzo social non possiamo lavorare. Questi perenni e costanti conflitti comunicativi pregiudicano la concentrazione sul lavoro. La fase 2 chiede una azione di governo più risoluta della fase 1"

E ha aggiunto:

"Dobbiamo confermare la fiducia degli elettori. Ho promesso che sarà il governo del cambiamento e lo sarà fino all'ultimo giorno. Non posso dire quanto durerà perché non dipende da me, ma finché saremo al governo ci muoveremo nella direzione del cambiamento"

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