Berlusconi: "Tregua nel governo? La crisi è nei fatti. Centrodestra unito avrà oltre 60% dei voti"

Silvio Berlusconi crisi governo nei fatti

Per Silvio Berlusconi l’esperienza del governo Conte è giunta al capolinea. All’indomani della tregua siglata al telefono tra i due vice premier Luigi di Maio e Matteo Salvini, con conseguente salita al Colle del Leader M5s per rassicurare Mattarella, Berlusconi al Corriere della Sera dice: "Questo governo è finito e non esiste una alternativa al centrodestra altrimenti si va alle elezioni. Lo chiedono anche i leghisti".

Per Berlusconi tregua o non tregua: "La crisi è nei fatti, inevitabile: per ora l’hanno evitata, a prezzo dell’ennesimo compromesso paralizzante sul codice degli appalti, ai danni delle aziende e di chi lavora nel settore, ma al prossimo provvedimento importante per il paese Lega e Cinque Stelle saranno di nuovo in conflitto. Del resto si è mai visto un premier che convoca una conferenza stampa per chiedere ai due vice se vogliono proseguire con l’esperienza di governo?"

Secondo l’ex premier "bisogna cambiare registro subito per almeno due ragioni" e cioè: "Per i danni che sono stati fatti finora all’economia, che versa in condizioni drammatiche. E perché il governo è ormai incapace di prendere decisioni, intrappolato com’è in un grande gioco di ruolo che impegna per tutto il tempo i tre protagonisti. Un gioco sulla pelle degli italiani".

Ecco perché secondo il leader di Forza Italia: "Serve una federazione fra i nostri partiti, con un unico programma e l'indicazione preventiva dei ministri... un centrodestra così raccoglierebbe secondo i nostri sondaggisti oltre il 60 per cento dei voti".

Berlusconi bolla come perdente qualsiasi altra ipotesi, dalla corsa in solitaria di Salvini all’alleanza sovranista Lega-FdI: "C’è un solo schema vincente, quello del centrodestra unito, che abbia come anima, come colonna portante FI, il grande partito del lavoro e dell’impresa, dei valori liberali, la casa dei moderati italiani. Tutte le altre ipotesi si tradurrebbero in una sconfitta sicura".

Poi a una domanda sulle primarie chieste dal governatore azzurro della Liguria Giovanni Toti, che ha convocato una sua assemblea per il prossimo 6 luglio, Berlusconi replica: "Tutto ciò che divide il nostro Movimento e ne dà una immagine litigiosa assolutamente lontana dalla realtà disturba me, disturba i nostri elettori e fa solo il gioco dei nostri avversari".

Berlusconi ricorda a Toti che è stato lui a farlo emergere, senza passare per le primarie: "Nel corso della mia esperienza politica non sono poche le persone nelle quali ho intravisto un talento e che ho provato a sostenere, facendole emergere. Giovanni Toti è uno di questi e l’ho sostenuto affinché emergesse. Lo abbiamo candidato ed eletto governatore della Liguria, senza passare da alcuna competizione con altri azzurri e tanto meno da elezioni primarie".

Il leader di Forza Italia smentisce comunque qualsiasi intento divisivo in atto in Forza Italia perché "nel nostro sistema maggioritario non c’è davvero spazio per un nuovo partito che volesse essere la copia di FI".

L’unica alternativa al voto anticipato sarebbe un governo di centrodestra: "Ci si può provare a partire dalla coalizione che è arrivata prima alle elezioni di un anno fa, cioè il centrodestra. La nostra coalizione si è confermata maggioranza nel Paese anche alle Europee e in tutte le elezioni Regionali" insiste Berlusconi che dopo aver detto che i rapporti con Salvini sono cordiali e che "l’Ue chiederà a questo governo il conto di tutti gli errori commessi in politica economica" respinge con forza qualsiasi ipotesi di governo tecnico o di Conte bis.

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