Caos Csm, il presidente dell'Anm: "Chi è coinvolto si dimetta"

"L'autosospensione non basta" perché "dovrebbero dimettersi". Questa è l'opinione del presidente dall'Anm Pasquale Grasso, espressa in apertura del comitato direttivo centrale: "Chi avesse davvero partecipato a un tale sviamento della funzione, uso volontariamente una locuzione poco impegnativa, non potrebbe essere un mio rappresentante nell’organo di autogoverno dei magistrati. Dovrebbe seriamente pensare alle dimissioni. L’autosospensione non basta".

Dopo la notizia dell'indagine per corruzione a carico di Luca Palamara (Unicost), ex presidente dell'Anm e consigliere del Csm fino al 2018, 5 membri togati del Csm hanno deciso di fare un passo indietro. Antonio Lepre e Corrado Cartoni, entrambi di Magistratura Indipendente, hanno deciso di autosospendersi, pur non essendo formalmente indagati, per aver partecipato insieme a Palamara ad un incontro con Luca Lotti (PD) e Cosimo Ferri (PD) per discutere della nomina del nuovo Procuratore Capo della Procura di Roma. Un incontro del tutto inopportuno, che evidenzia l'esistenza di rapporti tra i piani alti della magistratura e quelli del mondo politico.

La stessa decisione l'hanno presa anche Gianluca Morlini (Unicost) e Paolo Criscuoli (Magistratura Indipendente), anche se le loro motivazioni non sono note. Chi si è dimesso è invece Luigi Spina (UniCost), anche lui parimenti coinvolto insieme a Palamara nell'inchiesta per corruzione della Procura di Perugia.

L'autosospensione non è ritenuta sufficiente da Grasso, che ha chiesto le dimissioni: "Vi confesso, non mi accontento di quel che ho sentito e visto ieri. E vi invito a non accontentarvi. A richiamare il Consiglio, e i componenti del Consiglio, a reagire insieme a noi. I colleghi consiglieri che sarebbero coinvolti si sono autosospesi e, per quel che mi risulta, non avrebbero fornito spiegazioni, smentite, chiarimenti. Gli altri consiglieri hanno manifestato apprezzamento per detta decisione di autosospensione. E poi?".

Grasso vorrebbe leggere con attenzione le carte dell'inchiesta: "Io ritengo, e vi propongo, di chiedere che il Csm condivida con l’Anm, con i magistrati, gli atti ostensibili dell’indagine rivelata dagli organi di stampa, per permetterci di capire, discernere, valutare. Io vi propongo di chiedere ai colleghi coinvolti di smentire, confermare, spiegare, distinguere. Così che potremo mantenere la nostra dignità di magistrati e cittadini; reagire in modo conforme alle condotte".

Per il Presidente dell'Anm la situazione è gravissima: "Le notizie di stampa delineano una situazione che, ove pienamente confermata, disegna uno dei più gravi momenti di crisi della magistratura della storia repubblicana, per il nocumento arrecato all’organo di autogoverno della magistratura. Nessuno si permetta di dire una volta di più che io minimizzo. Sono giorni che mi riscopro colto da una rabbia nera che mi incupisce perché sento nella carne viva il compito di rappresentare tutti i magistrati italiani, che meritano una rappresentazione di equilibrio, rigore intellettuale e serietà".

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