Taranto, ArcelorMittal mette in cassa integrazione 1.395 operai

ArcelorMittal Taranto

Sono passati solo sette mesi da quando colosso ArcelorMittal Italia è diventato il proprietario dello stabilimento ex Ilva di Taranto e oggi per 1.395 operai della struttura è stata annunciata la cassa integrazione ordinaria per un periodo di 13 settimane.

A renderlo noto è stata la stessa ArcelorMittal Italia, che attribuisce la decisione alla grave crisi del mercato. Lo scenario è molto critico, ma la società "conferma il proprio impegno su tutti gli interventi previsti per rispettare il piano industriale e ambientale, al termine dei quali, con un investimento da più di 2,4 miliardi di euro, Taranto diventerà il polo siderurgico integrato più avanzato e sostenibile d’Europa".

Il mese scorso la produzione di acciaio preso lo stabilimento di Taranto era stata ridotta da 6 a 5 milioni di tonnellate all'anno e oggi a quel calo della produzione fa seguito un calo temporaneo del numero di dipendenti dell'ex Ilva. Su un totale di 8.200 addetti, 1.395 dipendenti saranno messi in cassa integrazione ordinaria per tre mesi.

Ulteriori dettagli saranno resi noti durante l'incontro, previsto per la giornata di giovedì 6 giugno, con i sindacati metalmeccanici, già avvisati con anticipo della decisione resa pubblica oggi. Matthieu Jehl, amministratore delegato di Arcelormittal Italia, ha precisato che si tratta di misure temporanee:

È una decisione difficile ma le condizioni del mercato sono davvero critiche in tutta Europa. Ci tengo a ribadire che sono misure temporanee, l’acciaio è un mercato ciclico.

Lo stesso Jehl aveva annunciato pochi giorni fa una riduzione di 3 milioni di tonnellate all'anno nella produzione degli impianti della società in Spagna e Polonia e di star valutando tagli simili anche in Francia e Germania, almeno fino a quanto non tornerà ad aumentare la domanda di acciaio.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO