Ore 12 - Pd come Penelope. L'ex deus ex machina Bettini: "Partito ostaggio di correnti"

altroRispetto a quelli del Pd, Penelope era una dilettante.

Sono questi i veri professionisti che da una parte cercano di tessere (male) la tela del partito e dall’altra, contestualmente, disfano e strappano quel poco che ancora c’è.

A questo punto si può dire che l’errore non sta (solo) nel “manico” o nell’applicazione della strategia (come diceva Togliatti: “La linea è giusta ma è applicata male”).

Ci sono voluti 80 anni per capire che il fallimento dei paesi del “socialismo reale” non derivava (solo) dalla mala gestione (il culto della personalità ecc.) bensì dalla radice, dall’ideologia stessa che non poteva che produrre quello che ovunque (un po’ più, un po’ meno) ha prodotto: miseria, dittatura, lutti.

Allora, come si fa a pensare di non perdere voti quando uno come Goffredo Bettini (deus ex machina del Pd fino a poche settimane addietro, l’ex Pci-Pds, Ds che ha rifiutato la candidatura alle Europee) dice del suo stesso partito: “Il Pidì nell’ultimo anno è stato ostaggio di correnti che portano all’indecisione, al calcolo identitario e di potere. Un partito che è stato un’alleanza, non una mescolanza, che è finito per risultare un grottesco mini-compromesso storico. Le liste per le elezioni europee sono figlie più di logiche di corrente che di spirito di innovazione”.

Ma non sono le stesse parole che, modestamente, anche Ore 12 ripete da mesi?

La barca del Partito democratico è ferma nella bonaccia. Ma il gorgo dell’election day è pronto ad ingoiarla. Tutti, nel loft, ne sono coscienti ma nessuno muove un dito (a parte Franceschini, che lo muove pure male ..). Calcoli di parte, semplicemente calcoli di parte. Ma stavolta non ci saranno superstiti.

E di questo passo Berlusconi, come Caligola, potrà nominare senatore anche il suo cavallo.

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