Ministra Grillo: "Inaccettabili i tagli alla Sanità previsti dal Mef"

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Il ministro della Salute Giulia Grillo scende sul piede di guerra per i ventilati tagli al suo ministero. "Dalla sanità non è più possibile prendere un centesimo. L'automatismo che subordina il finanziamento della sanità alle dinamiche del Pil non lo condivido" spiega sui suoi canali social la ministra pentastellata.

Pil basso uguale tagli alla sanità. Ma se l'Iva non deve aumentare e le tasse devono diminuire - parola dei due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio - da qualche parte i soldi si dovranno pur prendere.

"La clausola finanziaria nella bozza del Patto per la salute è politicamente inaccettabile" tuona Grillo la quale ci tiene a "precisare" che la sforbiciata "è stata voluta dagli uffici del Mef".

L’articolo 1 del Patto per la salute prevede infatti che si possa bloccare l'erogazione al sistema sanitario di 2 miliardi in più nel 2020 e di 1,5 miliardi nel 2021, a seconda della dinamica che assumerà il Prodotto interno lordo e del quadro macroeconomico.

La clausola, rimarca il ministro, è uguale "a quella presente nel precedente Patto 2014-16 varato dal Partito Democratico che, pur prevedendo per l’erogazione dei Lea un finanziamento di 115,5 miliardi, ne ha concretamente messi a disposizione 111". Secondo Grillo: "Questo schema non si ripeterà più, la sanità ha già dato tutti i contributi che poteva dare".

Quindi: "Proprio perché ritengo che il Patto che si sottoscrive tra Governo e Regioni sia un momento politicamente importante, che può arricchirsi del contributo di tutti gli attori della sanità, nei prossimi giorni voglio organizzare un momento di partecipazione con i protagonisti del sistema salute" ha aggiunto Grillo.

Le Regioni intanto vanno all’attacco: "Il Governo prospetta tagli al fondo sanitario nazionale per coprire i propri buchi".

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