UE, Conte: "La procedura d'infrazione mette a rischio i risparmi dei cittadini"

Giuseppe Conte conferenza stampa lunedì 3 giugno 2019

La procedura di infrazione per debito eccessivo che la Commissione UE è intenzionata ad aprire nei confronti dell'Italia potrebbe avere delle conseguenze disastrose per molti anni a venire, ma i due vicepremier sembrano più intenzionati a difendere il loro operato che a trattare con l'UE per il futuro di tutti gli italiani, non soltanto dei destinatari delle misure varate dall'esecutivo gialloverde.

A mettere in guardia sulle conseguenze di quella procedura ci ha pensato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ormai stanco dei continui battibecchi tra le due forze al governo - solo pochi giorni fa aveva lanciato un ultimatum a Salvini e Di Maio - e pronto al vertice di stasera a Palazzo Chigi che si preannuncia particolarmente intenso, soprattutto alla luce di queste ulteriori precisazioni:

Attenzione a sfidare la Commissione europea sulla procedura di infrazione per debito eccessivo. Se viene aperta davvero, farà male all’Italia. Non è tanto e solo questione di multa. Ci assoggetterà a controlli e verifiche per anni. Con il risultato di compromettere la nostra sovranità in campo economico: una bella eterogenesi dei fini, per questo governo che è geloso custode dell’interesse nazionale. Senza considerare che potrebbero essere messi a rischio i risparmi degli italiani...

Parte del vertice di oggi sarà incentrato proprio sulla risposta da dare alla Commissione Europea e Conte dovrà fare ancora una volta da mediatore tra i due vicepremier, con particolarmente attenzione a Matteo Salvini che, forte dei risultati ottenuti alle elezioni, si aspetta di avere maggior potere decisionale:

Non vorrei che una Lega forte del risultato della consultazione europea si lasciasse prendere da prospettive di predominio, e assumesse via via atteggiamenti sempre più strumentali.

E, sempre relativamente alle preoccupazioni per la Lega, Conte ha precisato:

Se la Lega aspira a capitalizzare un consenso politico in un sistema fondato sulla democrazia parlamentare come il nostro, non può che passare da elezioni politiche. Insomma deve assumersi la responsabilità di chiedere nuove elezioni politiche e poi vincerle. Le Europee hanno una logica e prospettive diverse...

La situazione è sempre più grave e i due vicepremier non sembrano poi così preoccupati, più concentrati sui consensi e sulla propaganda politica che su una strategia a lungo termine che faccia davvero il bene dell'Italia al di là del gradimento.

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