Di Maio: "Oggi revoco incentivi a Whirlpool"

"Oggi firmo la direttiva che revoca incentivi all'azienda per 15 milioni di euro. Whirlpool che oggi dice di voler chiudere lo stabilimento di Napoli non ha tenuto fede ai patti. Vediamo se così torna a più miti consigli visto che mercoledì abbiamo un incontro". Queste le parole di Luigi Di Maio sul caso Whirlpool durante un'intervista a Rtl 102.5.

Il leader pentastellato è reduce dal vertice di ieri sera a Palazzo Chigi ed ha confermato che c'è in corso "una tregua" per "lavorare per gli italiani". L'incontro è "andato bene" perché insieme a Conte e Salvini si sono dati "degli obiettivi che sono la riduzione delle tasse e il salario minimo". Poi ha aggiunto: "Nessuno riuscirà mai a mettermi contro il presidente del Consiglio che ha sempre portato avanti le battaglie alla Commissione europea. Non mi interessa andare allo scontro. Per me di manovra correttive non se ne deve neanche parlare".

Proprio sul negoziato con l'Ue per scongiurare il rischio di procedura d'infrazione, Di Maio ha ribadito il suo punto di vista: "Noi dobbiamo essere forti delle nostre convinzioni, siamo un Paese che può pretendere più rispetto in Europa. L'obiettivo è di fare una legge di bilancio, a dicembre, che sia in grado di aumentare gli stipendi e abbassare le tasse. L'obiettivo non è andare contro l'Ue, ci vuole un dialogo, e posizioni forti. Per noi di manovrina non si deve nemmeno parlare".

Nessun passo indietro neanche sul tema dei minibot: "l'obiettivo è ripagare le aziende che hanno crediti con la Pubblica amministrazione, che poi si chiamino minibot o miniLuigi non cambia niente. L’importante è che si paghino i soldi che le aziende devono avere dallo Stato e che non stanno avendo".

Per il futuro del M5S, Di Maio è convinto ci sia bisogno di una condivisione della responsabilità: "Il Movimento così com'è, così come non è strutturato e organizzato, non può andare avanti, serve un radicale cambiamento alla sua struttura organizzativa. Non è più rinviabile il processo di riorganizzazione interna. È bello dire: decide il capo politico. Ma quando le cose non vanno bene, l'unico destinatario delle critiche sono io. Sono 6 anni che è sempre colpa di Di Maio... La prendo con filosofia, ora serve un radicale cambiamento all'organizzazione del Movimento. Dobbiamo avere referenti regionali e nazionali per temi che cominciano a far funzionare meglio il Movimento sul territorio e soprattutto con gente che si prende responsabilità. Io sono sempre disponibile a prendermi tutte le responsabilità ma adesso anche basta".

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