Caso Marra: il pm chiede 2 anni per l'ex braccio destro della Raggi

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Caso Marra, la Procura di Roma chiede la condanna a due anni di reclusione per abuso d'ufficio. È stato il giorno delle richieste del pm nell’ambito del processo che vede imputato Raffaele Marra, ex capo del personale del Comune di Roma. L’accusa nei suoi confronti è quella di aver nominato il fratello Renato a capo della direzione del Turismo al Campidoglio. Per la stesa vicenda era finita nel mirino dei magistrati anche la sindaca Virginia Raggi: nei confronti della prima cittadina l’accusa era di falso, ma lo scorso 11 nonvembre scorso è stata sollevata da ogni addebito.

Marra, arrestato il 2 dicembre del 2016 e subito sollevato dall’incarico, l’ex braccio destro di Virginia Raggi è stato condannato a 3 anni e sei mesi, oltre che all’interdizione dai pubblici uffici per corruzione.

Il pm: "Marra avrebbe dovuto astenersi"

Il pm, durante la requisitoria di oggi ha affermato che Marra, nella questione della nomina del fratello, "avrebbe dovuto astenersi e non lo fece. Qui c’è stato un danno al tessuto sociale Raffaele Marra aveva la possibilità di esercitare la sua influenza sulla nomina e infatti l’ha esercitata durante la riunione del 26 ottobre del 2016 nel suo ufficio con l’ex assessore al Commercio Adriano Meloni e il responsabile del personale Antonio De Santis, dalla quale uscì la decisione sulla nomina di Renato. Qui - le parole riportate da Il Fatto Quotidiano - abbiamo l’abuso e per Renato Marra ottenere una nomina di terza fascia al Turismo ha costituito un indebito beneficio in relazione alla mancata chance degli altri concorrenti".

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