Diritto di voto, dal blog di Grillo: "A 16 anni (ma anche a 14)"

Sul blog di Beppe Grillo questa mattina è stato pubblicato un post firmato da Franco Maranzana e Gabriele Gattozzi, che hanno affrontato il tema del diritto di voto. I due hanno inizialmente proposto una cronistoria sul tema e poi hanno promosso l'idea di estendere il voto almeno ai maggiori di 16 anni, spingendosi anche ad azzardare l'idea di far votare i 14enni.

Secondo Maranzana e Gattozzi un 14enne avrebbe diritto al voto giacché adesso può guidare motorini e minicar; una tesi quantomeno bizzarra. Per gli autori del post i giovanissimi di oggi sarebbero "molto più maturi, interessati alla politica, preparati e seri di quanto lo eravamo noi" che "pensavamo solo a giocare a pallone e correre dietro le ragazzine"; la dimostrazione di questo fatto sarebbe rappresentata dall'esistenza di "Greta la Svedese" e di "tutti quei ragazzini protagonisti del Friday for Future".

Anche in questo caso non può che scappare un sorriso: la sola presenza sulla scena internazionale di una 16enne (peraltro svedese) appassionata ad una causa importante e apparentemente responsabile, rappresenterebbe la dimostrazione plastica del tasso di maturità dei giovani italiani. Ok.

Visto che sono così maturi i 14enni, forse sarebbe il caso di giudicarli al pari di un maggiorenne qualora dovessero macchiarsi di un reato. Magari si potrebbe anche prevedere un unico sistema carcerario, tanto che differenza c'è tra un 14enne e un 50enne? Sono entrambi maturi secondo la scala di valutazione Maranzana-Gattozzi. E poi, perché continuare a provvedere alla cura e all'istruzione dei minorenni? Sono maturi, quindi possono far da soli.

Per gli autori del post, consentire ai 14enni di votare rappresenterebbe anche un modo valido per combattere l'astensionismo; altra tesi ridicola dal momento che l'astensionismo è in netta crescita proprio tra gli under-25.

L'ultima ragione a sostegno di questa bislacca idea è quella di consentire ai protagonisti del domani, "ampiamente maturi e preparati", di incidere sul futuro visto che "abbiamo noi già ampiamente fallito e siamo di fatto già segnati e fuori dai giochi". Si potrebbe quindi, aggiungiamo noi, semplificare ancor di più la questione togliendo il diritto di voto, chessò, agli over 60; il loro "futuro" è troppo limitato. O magari, perché no, agli over 50. O meglio ancora, si potrebbe direttamente far votare solo gli under 30, perché loro sono decisamente meno segnati e fuori dai giochi.

Il caldo inizia a far danni.

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