Beppe Grillo: Lega? Semina paure ma zero fatti. Futuro M5s? Mai col PD

Beppe Grillo quali futuro m5s

Beppe Grillo, fondatore e garante del M5s, va di nuovo all’attacco degli "alleati" di Luigi Di Maio & Company: "Sugli alleati di governo non c'è nulla da dire, hanno semplicemente riempito lo spazio dei timori seminato da decenni di follie". Secondo Grillo i leghisti "sono come un fiume che riempie un lago, un fenomeno naturale, sempre lo stesso, quando la gente si fa convincere di avere paura. Non importa se il lago tracimerà, nulla importa se tanta gente gli da fiducia nonostante un rapporto matematico fatti/parole che vuole più zeri dietro alla virgola del peso di una particella subatomica".

Dopo la "propaganda maistream" contro il Movimento di questi "ultimi mesi" - prosegue Grillo - "la domanda resta: e adesso? Qual è il futuro del movimento. Siamo ad una svolta storica di qualche tipo oppure sarebbe stato sufficiente reperire uno Zingaretti qualsiasi e piazzarlo lì all’ultimo momento prima delle europee? Offerto come uno straccio per cancellare la memoria degli ultimi anni? (basta così poco??) insieme alla ragione che aveva portato molti italiani a scegliere noi. Sceglierci per cominciare a cambiare insieme, invece di inseguire le demenziali conseguenze del triste periodo di alternanza PD/FI. Non siamo nati per mettere delle toppe arricchendo appaltatori e sospetti topi notturni".

Grillo sembra dunque chiudere a ogni possibile alleanza futura tra dem e 5 Stelle, nonostante le ultime elezioni, europee e amministrative, abbiano delineato la voglia degli italiani di tornare a un sistema sostanzialmente bipolare.

Ma in casa Grillo c’è spazio anche per l’autocritica: "Il nostro futuro è il lavoro che servirà a riparare quello strappo con la nostra storia, l’essere saliti su di un ring dimenticando di mantenere, e rinforzare, il rapporto con chi ci ha proiettato su quel ring. Soltanto un’Italia diversa, che ricostruisce i suoi fondamentali investendo in infrastrutture e pulizia dei suoi mari, che decide quanta industria e quanto del suo splendore la ricostruiranno, uscirà dal degrado forchettone nel quale si è cacciata. Per fare questo dobbiamo ricominciare dall’inizio, non siamo una di quelle aziende che vi ristruttura il cesso in quattro ore".

Di Maio dopo le recenti batoste elettorali ha detto che nel M5s serve più organizzazione, pensando evidentemente anche ai territori: lì storicamente i grillini, non nati come partito, nel senso di organizzazione oligarchica con una base appunto territoriale, faticano a diventare istituzione. Da questo punto di vista forse dal Pd (ultimo erede dei grandi partiti di massa italiani) i pentastallati avrebbero qualcosa da imparare.

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