Caso Csm, Lotti intercettato: "A Ermini qualche messaggio va dato". Lui si difende: "Non ho commesso reati"

Luca Lotti

Emergono nuovi dettagli sul caos che ha travolto il Consiglio Superiore della Magistratura dopo l'avvio dell'inchiesta di Perugia una manciata di giorni fa. Oggi, grazie all'atto di incolpazione a carico di cinque togati del Csm i cui nomi sono emersi proprio dalle carte di Perugia, sappiamo che le autorità erano già al lavoro da settimane, anche con intercettazioni ambientali.

L'atto con cui è stata avviata l'azione disciplinare nei loro confronti, firmato dal Procuratore generale della Corte di Cassazione Riccardo Fuzio, contiene anche alcuni dati di un'intercettazione datata 9 maggio 2019 in occasione di un incontro fuori dal CMS a cui avrebbero preso parte Luca Palamara, il deputato PD Cosimo Ferri, il togato Corrado Cartoni e Luca Lotti, ministro per lo sport sotto il governo Gentiloni.

In quell'occasione il gruppetto avrebbe discusso della strategia per la nomina del successore di Giuseppe Pignatone, che per raggiunti limiti di età ha concluso la sua esperienza attiva in magistratura proprio il 9 maggio 2019. Lotti, riferendosi a Davide Ermini, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, avrebbe detto "Però qualche messaggio gli va dato forte" pensando proprio al nome da proporre al posto di Pignatone.

Corrado Cartoni, in un'altra intercettazione, avrebbe riferito a Palamara di aver litigato con Ermini e di avere dei problemi con lui. Di fatto, stando a quanto emerso dai documenti, sembra che il gruppetto ritenesse Davide Ermini una sorta di ostacolo alle strategie che volevano delineare.

Il Procuratore generale della Corte di Cassazione scrive a proposito di Lotti:

Si è determinato l'oggettivo risultato che la volontà di un imputato abbia contribuito alla scelta del futuro dirigente dell'ufficio di procura deputato a sostenere l'accusa nei suoi confronti.

Il diretto interessato ha voluto replicare via Facebook per fornire la propria versione di quanto emerso dalle carte:

Ho aspettato a parlare, anche perché ogni giorno sono state pubblicate strane e fantasiose letture dei fatti e pezzi di frasi captate durante alcuni incontri. Incontri a fine giornata, non pericolosi summit in piena notte come qualcuno tenta di raccontare. [...]
In questi anni ho incontrato decine di magistrati, per i motivi più svariati: se è reato incontrare un giudice non ho problemi a fare l’elenco di quelli che ho incontrato io, in qualsiasi sede. Mai sono venuto meno ai doveri imposti dalla Costituzione e dalle leggi. Procederò in tutte le sedi contro chi in queste ore ha scritto il falso su di me e lo farò a testa alta come un cittadino che crede nella giustizia e in chi la amministra.

Poi illustrati i fatti legati a quell'incontro del 9 maggio scorso:

In un incontro che si è svolto in un dopo cena ho espresso liberamente le mie opinioni: parole in libertà, non minacce o costrizioni. È stato scritto che lì sarebbero state decise le nomine dei capi di alcune Procure, scelta che in realtà spetta al Csm: ricordo infatti che queste nomine vengono approvate da un plenum di 26 persone, sono proposte dalla V Commissione e necessitano il concerto del Ministro della Giustizia.
Quindi ho commesso reati? Assolutamente no.

BASTA FANGO E IPOCRISIE. ECCO LA VERITÀ.

In questi giorni ho dovuto sopportare una vera e propria montagna di fango...

Posted by Luca Lotti on Thursday, June 13, 2019

L'entità dello scandalo deve essere ancora chiarita, ma c'è già che ha voluto cogliere la palla al balzo per chiedere lo scioglimento del CMS. È il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ad auspicare un intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella:

L'attuale Csm è gravato da ombre troppo serie per poter svolgere la sua funzione con la necessaria autorevolezza e imparzialità. Ci rivolgiamo dunque al capo dello Stato, massimo garante delle regole democratiche, con un rispettoso ma accorato appello affinché proceda al più presto allo scioglimento del Csm.

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