Lo Sblocca Cantieri è legge: via libera dalla Camera con 259 voti

cantiere

La Camera dei Deputati ha dato oggi il via libera definitiva al decreto legge Sblocca Cantieri. Con 295 voti favorevoli, 75 contrari e 45 deputati che hanno preferito astenersi, il provvedimento è stato approvato dal Parlamento e diventerà legge non appena sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

L'approvazione è arrivata all'indomani dell'approvazione della questione di fiducia posta dal governo (i voti a favore erano stati 318, quelli contrari 236) e a quattro giorni dal termine ultimo per il via libera. Il provvedimento non ha subito alcuna modifica rispetto alla versione approvata dal Senato lo scorso 6 giugno dopo settimane di scontri e tensioni tra la Lega e il Movimento 5 Stelle.

L'accordo tra le due forze al governo era arrivato il 4 giugno, pochi giorni dopo l'esito delle elezioni europee: "Dopo esserci confrontati anche con i relatori, proporremo al Senato, tra le altre cose, quanto già concordato in sede di commissione, vale a dire un emendamento che prevede la sospensione di alcuni punti rilevanti del Codice degli appalti per due anni, in attesa di una nuova definizione delle regole per liberare da inutile burocrazia le imprese".

Ora, con l'imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, lo Sblocca Cantieri è legge, ma saranno necessari quasi 20 decreti attuativi affinché le norme introdotte possano diventare effettive.

Elena Lucchini, deputata della Lega e relative dello Sblocca Cantieri, ha così commentato il via libera definitivo:

Con l'approvazione del decreto Sblocca cantieri liberiamo il sistema Paese dalla paralisi generale provocata in tutti questi anni dai governi della sinistra. La Lega è orgogliosa di aver contribuito a questo cambio di marcia, che semplifica e sburocratizza, snellisce i contratti pubblici e accelera gli interventi strutturali. Più poteri ai sindaci di appaltare, meno lacci e lacciuoli per le imprese. Di gilet all'opera vogliamo vedere solo quelli arancioni, non quelli gialli, mentre lavorano per velocizzare i cantieri contribuendo alla ripresa della nostra economia. Ecco cosa allontana corrotti e corruttori, che invece si annidano sempre lì dove c'è eccesso di burocrazia. Lo ribadiamo: le regole ci sono e se qualcuno fa il furbo finisce in galera, ma non per questo si può continuare a tenere l'Italia nella palude.

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