L'UE dà una settimana di tempo a Tria per dare risposte esaurienti

La scadenza successiva è il 9 luglio, quando l'Ecofin potrebbe lanciare ufficialmente la procedura d'infrazione.

Giovanni Tria

Il tempo stringe e, secondo quanto riportato da Radiocor, il ministro dell'Economia Giovanni Tria avrebbe solo una settimana di tempo per fornire all'Unione Europea risposte esaurienti e una valutazione approfondita della situazione dei conti pubblici del nostro Paese. E nel caso in cui la sua risposta non dovesse soddisfare l'Europa, già il 9 luglio l'Ecofin potrebbe far partire la procedura di infrazione ai danni dell'Italia.

Quanto detto da Tria alle riunioni a Lussemburgo con i suoi colleghi europei non ha soddisfatto né l'Eurogruppo, ossia l'insieme dei ministri dell'Economia, né l'Ecofin, né la Commissione Europea, perché non sembrerebbero sufficienti i due miliardi congelati fino a giugno o i risparmi di spesa e le maggiori entrate di cui parla il MEF, ma serve un piano più credibile di riduzione del debito.

Tria si è detto certo che l'Italia possa abbassare il deficit dello 0,2%, ma l'Eurogruppo non ci crede, tanto che il suo presidente, Mário Centeno, che è portoghese e con il suo Paese è passato per la troika, riportando il parere di tutto l'Eurogruppo e dunque dei 19 ministri delle Finanze dell'area euro, ha detto che l'apertura di una procedura di infrazione basata sul debito contro l'Italia è giustificata e che il Paese è tenuto a prendere le necessarie misure per rispettare il Patto di Stabilità. I governi nazionali dell'area euro, dunque, hanno preso posizione contro l'Italia.

Pierre Moscovici, commissario europeo agli Affari economici, ha apprezzato l'appoggio di Centeno, ma si è anche detto disponibile a recepire i nuovi elementi che saranno presentati dal governo italiano. Giuseppe Conte da La Valletta, dove è andato per il Summit Med-7, ha detto che la lettera di risposta all'Ue è quasi pronta, ma quello che è importante non è che parta in fretta, ma quali saranno i contenuti.

Sia Conte sia Tria sono d'accordo sul fatto che l'Italia debba mantenere i conti in ordine, pur provando ad abbassare le tasse, mentre il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini, come al solito, sfrutta l'occasione per le sue solite frasi di disprezzo verso l'Europa, dicendo che l'Unione europea "per l'Italia è un porto a pagamento. Paghiamo ogni anno 6 miliardi di euro per sentire poi lezioni da un organismo che paghiamo profumatamente. Tutto questo suona strano, come è strano imporci vincoli e regole che negli ultimi 15 anni hanno dimostrato il loro fallimento: la medicina è sbagliata e bisogna cambiare".

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