Chiara Appendino indagata per sospetto concorso in peculato

Sotto accusa la consulenza del suo portavoce per il Salone del Libro.

Chiara Appendino indagata

La sindaca di Torino Chiara Appendino ha ricevuto un avviso di garanzia: è indagata per concorso in peculato per la consulenza fantasma di Luca Pasquaretta, suo ex portavoce. I magistrati Erica Gambetta e Gianfranco Colace le hanno fatto notificare l'avviso perché ritengono che tutti sapessero del contratto che Pasquaretta aveva ottenuto dalla fondazione per il Libro per aiutare nella comunicazione il presidente Massimo Bray.

È stata la stessa Appendino a comunicare di essere indagata scrivendo su Facebook:

"Per trasparenza nei confronti dei cittadini vorrei rendere noto che ho ricevuto un avviso di garanzia con riferimento alle indagini per la consulenza affidata dalla Fondazione per il Libro al mio ex capo ufficio stampa per un valore di 5000€ lordi e che lui già restituì a suo tempo.
Quando, alcuni mesi prima dello svolgimento del Salone del Libro, circolò sui giornali questa ipotesi, risposi in aula a un’interpellanza dichiarando che non era assolutamente intenzione dell’amministrazione procedere in tal senso"

E ha aggiunto:

"Nonostante questa posizione, quella consulenza venne comunque affidata dalla Fondazione.
Secondo la ricostruzione dei pm, questa consulenza non fu poi svolta dall’interessato e, per questo, viene ipotizzato il peculato. Spetterà a lui difendersi e eventualmente ai giudici stabilire chi ha ragione. Nel mio caso si ipotizza il “concorso” nello stesso reato poiché, secondo i pm, la consulenza sarebbe stata affidata e pagata, cito testualmente, con il mio 'accordo'. Sono tranquilla e, quando in settimana verrò ascoltata dai PM, offrirò loro tutti gli elementi in mio possesso e di mia conoscenza per difendermi da questa ipotesi e provare la correttezza del mio operato"

Sono indagati anche lo stesso Pasquaretta, che ha ricevuto l'assegno di 5mila euro poi restituito quando è scoppiato lo scandalo, Mario Montalcini, che era allora vicepresidente operativo della Fondazione, e Giuseppe Ferrari, alto dirigente del Comune di Torino, nominato supplente segretario generale della fondazione quando il predecessore è stato indagato.

I magistrati, in sostanza, dubitano che la sindaca non sapesse nulla della consulenza di Pasquaretta. Questa è la terza volta che viene indagata.

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