Csm: si dimette il presidente di Anm Pasquale Grasso, al suo posto Luca Poniz

Le dimissioni comunicate durante la riunione del comitato direttivo centrale dell'Anm

Pasquale Grasso dimissioni

Questa mattina si è tenuta una riunione del comitato direttivo centrale dell'Associazione nazionale magistrati, ossia il sindacato dei magistrati che sono in questo periodo in subbuglio a causa della bufera procure e dello scandalo Csm. Il Presidente dell'Anm, Pasquale Grasso, nei giorni scorsi ha rotto con la corrente cui apparteneva, Magistratura indipendente, in contrasto a causa della linea adottata sui magistrati autosospesi del Csm, e oggi ha iniziato la riunione dicendo che si sarebbe dimesso se avesse avuto una richiesta esplicita, poi ha concluso presentando effettivamente le dimissioni. Al suo posto è stato eletto Luca Poniz, ex vicepresidente dell'Anm.

Grasso, infatti, stamattina ha detto:

"Mi farò da parte, non avendo intenzione di invelenire una situazione già molto complicata. Chiedo a tutti, però, una posizione chiara e un'assunzione di responsabilità. Confido nella capacità di tutti di dimostrare con i fatti, e non solo con le parole, la volontà di essere promotori di un reale cambio di passo, di voler essere persone che rappresentano persone. Persone che hanno bisogno di noi per mettere nero su bianco il proprio disagio. Ne hanno bisogno e urgenza"

E così, dopo aver ascoltato i suoi colleghi del comitato direttivo, Grasso ha rassegnato le dimissioni:

"Vi ho ascoltato, vi comprendo e ovviamente rassegno le mie dimissioni"

Poniz nuovo presidente dell'Anm

Al posto di Grasso è stato eletto Luca Poniz, ex vicepresidente dell’Anm. Pm a Milano, iscritto ad Area, è stato eletto per acclamazione. Alla segreteria è stato invece confermato Giuliano Caputo. Queste le prime parole del nuovo presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati.

"Sono molto onorato. È un grande onore ma anche un grande onere. Sono qui per rappresentare tutti. Bisogna andare fino in fondo alla riflessione politica che ci veda onesti e coraggiosi nel riconoscere che alcune cose non sono andate bene. Serve una grande responsabilità politica. C'è una gigantesca questione morale all'interno della magistratura. Il fango non interessa tutti noi - ha aggiunto - , io mi sento estraneo come molti di noi, ma c'è stata una degenerazione delle correnti in carrierismo. Il magistrato deve tornare a fare il suo mestiere. I magistrati sono gli unici a non avere datori di lavoro e non avere padroni. Spero possa continuare ad essere così".

Foto © ANM

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