Direzione PD, Zingaretti: "Dobbiamo essere uniti contro il nemico, la destra illiberale di Salvini"

Il segretario PD ha aperto la direzione con un appello all'unità.

Zingaretti direzione PD appello a unità contro Salvini

Questa mattina si è aperta la direzione del PD con la relazione del segretario Nicola Zingaretti. Nei sette minuti a sua disposizione (come per tutti gli altri partecipanti), il governatore del Lazio ha fatto un appello all'unità, che arriva proprio all'indomani delle dichiarazioni di Ettore Rosato, il renziano che ha chiesto ai giornalisti di non fagli difendere il PD di Zingaretti e che ha sottolineato che non c'è una vera leadership.

Zingaretti ha detto:

"Non affossiamo i primi segnali di ripresa del Pd. L'azione deve essere rivolta tutta all'esterno, dove c'è una situazione di pericolo. Sento su di me tutta la responsabilità di proporre un intervento per ricreare un clima di fiducia e per combattere le nostre battaglie. Non faccio appelli ai buoni sentimenti tra noi ma ragioniamo sulla linea politica per un terreno comune di ricerca, elaborazione, confronto e iniziativa"

In particolare il pericolo e il nemico è rappresentato dalla destra "illiberale" dominata da Matteo Salvini. Zingaretti ha infatti spiegato:

"Il governo fondato sul patto scellerato Lega-M5S di fatto non c'è più, non so quanto durerà. Il dominus del campo a noi avverso è Salvini. La Lega è una forza illiberale, nel suo cuore padronale, ma popolaresca nei modi. Una forma originale europea per alcuni versi peggiore del peronismo. È la forza della diseguaglianza sociale"

E ha aggiunto:

"Se le forze liberali trovano insopportabile stare nello spazio di Salvini è il momento di battere un colpo. A noi spetta il compito di essere calamita di un processo di costruzione di un campo largo ma non spetta a noi dare patenti. Se tanti elettori del M5s che hanno sostenuto liste civiche decidono di proporsi, anche a loro dico 'noi siamo qui disponibili ad aprire un nuovo cantiere'"

Per quanto riguarda il campo d'azione del PD e il suo target, Zingaretti ha detto:

"Io sono per non abbandonare la vocazione maggioritaria, non nel senso di una autoreferenzialità ma per avanzare una proposta. Senza porci il problema su a chi dobbiamo parlare. Ai moderati? A chi non vota? Ai delusi del M5s? Alla sinistra dispersa? Noi dobbiamo parlare a tutti"

Il segretario ha anche fatto una precisazione sulle sue scelte per la segreteria, che tanto hanno scontentato i renziano:

"Sulla segretaria che abbiamo varato non c'è stata alcuna volontà di esclusione. Sarebbe stato in contraddizione con la volontà di inclusione. Abbiamo valutato collegialmente che non esistevano le condizioni politiche per un pieno coinvolgimento delle minoranze congressuali. Bisognava scegliere ed ho scelto. È una squadra aperta, al servizio di tutto"

Zingaretti ha anche affrontato il caso Csm e ha detto:

"È un passaggio molto delicato. E anche questa considerazione ha portato Luca Lotti all'autosospensione. Noi sappiamo quanto questi fatti del Csm minano la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Serve un'iniziativa politica. Il correntismo è stato una parte del problema che si somma all'oscurità della procedure. Io credo nel pluralismo delle correnti ma è evidente che c'è un problema da correggere. Su questo vogliamo fare la nostra parte. Serve una nuova legge elettorale che limiti il peso delle correnti e ne corregga le distorsioni"

Poi ha detto che occorre definire il confine tra politica e magistratura e che la prima ha diritto a concorrere alla composizione del Csm, così come è previsto dalla Costituzione e può avere un'interlocuzione, a non deve interferire sul suo funzionamento. Ha anche detto che il partito non ha mai dato a nessuno il compito di occuparsi di nomine.

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